Corigliano d’Otranto, colpo al pastificio Tandoi: 600mila euro di danni

Per via di quest’ultimo furto, il pastificio Tandoi potrebbe non rispettare l’ultima commessa. Rubati duecento quintali di ‘trafile’, gli attrezzi che servono per modellare la pasta. Indagano i carabinieri.

Non bastavano crisi economica e ammortizzatori sociali, oltre che licenziamenti già preventivati. Ad inasprire una situazione già di per sé complicata c’ha pensato il furto dal valore di ben 600mila euro avvenuto nella notte tra domenica e lunedì scorso presso il pastificio “Tandoi” di Corigliano d’Otranto; i malviventi hanno asportato le cosiddette ‘trafile’ – ovvero i filtri presenti sui macchinari che delineano la forma della pasta – per una quantità stimata in 200 quintali.

Dall’azienda, ovviamente, è subito partita la denuncia ai Carabinieri locali, che ora stanno indagando sui fatti anche grazie all’ausilio dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Ciò determina una conseguenza dannosa: probabilmente, a causa di questo colpo, l’impresa potrebbe non ritrovarsi nelle condizioni di rispettare una delle ultime commesse. Sofferenze su sofferenze, dispiaceri su dispiaceri. Non l'avranno presa assolutamente bene i trentotto dipendenti in via di mobilità

Parliamo di attrezzi molto particolari, difficili anche da sostituire materialmente, poiché non intercambiabili. Questo perché ogni pastificio possiede delle trafile ‘ad hoc’, quasi personalizzate, prescelte per quel tipo di produzione. Giusto per fare un esempio, l'azianda in questione utilizza quelle in bronzo per produrre la famosa 'Pasta di Matera'. Sarà difficile, dunque, aderire alle richieste di Agea (Agenzia per l’erogazione in agricoltura), commessa che Tandoi riuscì ad aggiudicarsi vincendo un bando pubblico.



In questo articolo: