A caccia di allodole con un richiamo elettromagnetico, scatta la denuncia

La scoperta a Nardò a opera dei Carabinieri del Nucleo Forestale di Gallipoli. Il cacciatore aveva abbattuto quattro allodole

Nelle campagne salentine il malcostume di esercitare l’attività venatoria utilizzando richiami elettroacustici, che riproducono il verso delle diverse specie ed espressamente vietati resiste ancora diffusamente.

Per tale ragione, i Nuclei Carabinieri Forestali, coordinati dal Gruppo di Lecce-Brindisi, in questo periodo, stanno profondendo il massimo sforzo in servizi a tappeto sul territorio per contrastare il fenomeno.

Già numerosi apparecchi sono stati sequestrati dall’inizio della stagione venatoria corrente, individuati meticolosamente benché opportunamente occultati e, in alcuni casi, “ancorati” al suolo attraverso blindature in malta.

L’ ultimo episodio si è verificato nelle campagne di Nardò, in località “Critazzi”, dove i Carabinieri del Nucleo Forestale di Gallipoli, durante un servizio mirato di contrasto, hanno riconosciuto il caratteristico verso emesso e ripetuto dal richiamo elettromagnetico.

Dopo aver individuato l’apparecchio, è stato rintracciato anche il probabile proprietario, un cacciatore della zona, che aveva da poco abbattuto quattro esemplari di allodola.

La selvaggina, il fucile e le munizioni al seguito sono stati sottoposti a sequestro, mentre il presunto bracconiere è stato deferito alla Procura della Repubblica di Lecce.

In merito all’ uso dei richiami elettroacustici, la legge ne dispone la confisca contestualmente alla sentenza di condanna.

Naturalmente, il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e che il soggetto de quo è persona sottoposta ad indagini e, quindi, presento innocente fino a Sentenza Definitiva.