Strage di Cursi, i familiari delle vittime sull’ergastolo a Pappadà: “È stata fatta giustizia”

Al termine dell’udienza, Fernanda Quarta, madre di Andrea e moglie di Franco Marti, ha voluto commentare la sentenza. Non solo lei, anche Fabrizio Leo, marito di Maria Assunta Quarta (la sorella di Fernanda), l’altra vittima della furia omicida di Roberto Pappadà.

“È stata fatta giustizia”. È il commento a caldo dei parenti delle tre vittime dell’assassino di Cursi, condannato nella mattinata di oggi alla pena dell’ergastolo, con il giudizio abbreviato.

Al termine dell’udienza, Fernanda Quarta, madre di Andrea e moglie di Franco Marti, ha voluto commentare la sentenza. Non solo lei, anche Fabrizio Leo, marito di Maria Assunta Quarta (la sorella di Fernanda), l’altra vittima della furia omicida di Roberto Pappadà. I due, infatti, hanno atteso l’esito, seduti pazientemente fuori dalla stanza del giudice. Ed al termine dell’udienza a porte chiuse (come previsto nei casi di rito abbreviato) hanno potuto esprimere la propria soddisfazione per come si è concluso il processo.

Dopo l’annuncio della condanna all’ergastolo da parte degli avvocati di parte civile, Arcangelo Corvaglia e Marino Giausa, i familiari hanno rilasciato alcune dichiarazioni.

Entrambi hanno sostenuto: “la pena dell’ergastolo era il massimo che si potesse dare e speriamo non vi siano ulteriori sconti di pena”. Infatti, occorre ricordare, la sentenza di oggi rappresenta soltanto il primo grado di giudizio. La difesa, rappresentata dall’avvocato Nicola Leo, potrà infatti impugnare la decisione del giudice in Appello ed eventualmente anche in Cassazione.

Ad ogni modo, Fernanda e Fabrizio ci tengono a sottolineare che, sebbene la legge italiana preveda il carcere a vita come pena massima per il reato contestato a Pappadà, allo stesso tempo: “si tratta del minimo che si possa dare ad un uomo che ha commesso un triplice omicidio per futili motivi”. Ricordiamo che, pur non essendo presenti oggi al processo, si sono costituiti parte civile nella scorsa udienza anche: Carla Marti, sorella di Andrea e la convivente di quest’ultimo, Simona Marrocco.

Invece, il pluriomicida reo confesso Roberto Papadà, non ha partecipato ad alcuna udienza.

La strage familiare, avvenuta il 28 settembre scorso, secondo quanto dichiarato dallo stesso 57enne di Cursi, durante la convalida dell’arresto, sarebbe stata da lui ideata per dissidi legati al parcheggio dell’auto. Tesi ritenuta credibile dalla Procura che ha contestato all’imputato anche l’aggravante dei futili motivi e della premeditazione, accolta pienamente dal giudice.



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