Furti farmaci in ospedali e aziende, fermati in nove

Le diciotto razzie finite all’attenzione degli investigatori sono avvenute tra dicembre del 2013 e gennaio scorso nelle province di Siena, Arezzo, L’Aquila, Bari, Caserta, Avellino, Benevento, Bologna, Rimini, Mantova, Torino e anche Lecce.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Siena nella mattinata odierna, dopo circa un anno di indagini hanno dato esecuzione a 9 decreti di fermo di indiziato di delitto, tutti emessi dalla Procura della Repubblica di Siena, nei confronti di altrettanti cittadini italiani e rumeni ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso di costosi farmaci, destinati alla cura di malattie tumorali e reumatiche, ai danni di aziende ospedaliere e ditte farmaceutiche. L’operazione odierna, denominata “Navigator”, conclude una complessa attività investigativa che ha portato alla disarticolazione di un pericoloso gruppo criminale, con basi operative e logistiche in Napoli e provincia di Bari, le cui scorribande si proiettavano su tutto il territorio nazionale.

Il valore dei farmaci rubati è di circa 6 milioni di euro. Le diciotto razzie finite all’attenzione degli investigatori sono avvenute tra dicembre del 2013 e gennaio scorso nelle province di Siena, Arezzo, L’Aquila, Bari, Caserta, Avellino, Benevento, Bologna, Rimini, Mantova, Torino e anche Lecce. Nel capoluogo salentino il 7 gennaio scorso prodotti parafarmaceutici erano stati rubati in una società che distribuisce medicinali su tutto il territorio pugliese.  Si tratta della “Coofarma”, situata in via Olanda, nella zona industriale della città.

La banda era solita fare accurati sopralluoghi prima di colpire gli obiettivi prescelti, anche a distanza di diversi giorni precedenti al furto, tanto da far ritenere che gli stessi, in molti casi, prenotavano e alloggiavamo in alberghi per avere il tempo necessario a svolgere tali fasi preparatorie. L’intuizione investigativa veniva suffragata dalla consultazione dei registri degli alloggiati presso gli alberghi a 4 stelle situati nelle vicinanze degli obiettivi depredati, consentendo in tal senso di giungere all’identificazione degli odierni arrestati e alla raccolta di gravi indizi di colpevolezza a loro carico.



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