Continua senza sosta l’attività della Guardia di Finanza per la tutela del patrimonio ittico e della salute pubblica lungo le coste salentine. Durante lo scorso fine settimana, i militari della Sezione Operativa Navale di Gallipoli, coordinati dal Reparto Operativo Aeronavale di Bari, hanno condotto una serie di controlli mirati tra Porto Cesareo e Gallipoli, riscontrando gravi irregolarità nella commercializzazione di prodotti ittici.
Il blitz a Porto Cesareo: polpa di ricci e pesce non tracciato
L’ispezione più rilevante è avvenuta presso una pescheria di Porto Cesareo. Qui, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto circa 2 chilogrammi di polpa di ricci di mare (Paracentrotus lividus), specie soggetta a rigide tutele e restrizioni nella Regione Puglia per evitarne l’estinzione; pertanto, il prodotto è stato immediatamente sequestrato e distrutto. Oltre ai ricci, i finanzieri hanno bloccato circa 80 chilogrammi di pesce vario privo della documentazione obbligatoria sulla tracciabilità. Dopo i rilievi dei veterinari, che ne hanno accertato la non idoneità al consumo umano, anche questo lotto è stato avviato alla distruzione.
Solidarietà a Gallipoli, il pescato fresco donato in beneficenza
Scenario diverso a Gallipoli, dove i controlli presso un ristorante locale hanno portato al sequestro di altri 18 chilogrammi di prodotto ittico. In questo caso, però, gli accertamenti igienico-sanitari della Asl hanno dato esito positivo: il pesce è stato dichiarato idoneo al consumo e invece di procedere alla distruzione, i militari hanno scelto la via della solidarietà: il pescato è stato donato a un ente benefico del territorio, che provvederà a distribuirlo alle famiglie in difficoltà della zona.

Il bilancio dell’operazione
L’intervento si è concluso con il sequestro complessivo di circa 100 kg di prodotti ittici; sanzioni amministrative a carico di due persone e multe per un importo massimo totale di 9.000 euro.
