Il Maestrale si allea con il fuoco. Distrutti 40 ettari di verde

Ore di paura si sono cosè¬ vissute nel centro termale nel vedere le fiamme divorare tanto verde con il fumo e la fuliggine sul lungomare che hanno reso l’aria pesante e irrespirabile

Una pomeriggio di fuoco sulla pineta del parco costiero. Un vasto incendio ha distrutto oltre 40 ettari di sterpaglia, macchia mediterranea e alberi di pino a monte del costone roccioso. Il forte vento di tramontana ha ostacolato non poco le operazioni di spegnimento  poiché la zona interessata al rogo è impervia e priva di vie di accesso. Le fiamme si sono sprigionate in più fronti a monte del nuovo centro termale abbandonato dirigendosi a valle della litoranea lambendo l’hotel “Mediterraneo” e le case di abitazione. Secondo gli inquirenti l’incendio è di origine dolosa.
 
L’incendio è scoppiato intorno alle ore 14 e Il primo a dare l’allarme è stato il vigile urbano del Comune, Piero Galati che ha subito avvertito la squadra Arif antincendio boschivo di Santa Cesarea e Tricase, prontamente intervenuta.

Poi il Corpo Forestale dello Stato della sezione di Otranto e del distaccamento di Tricase che hanno  coordinato le operazioni, la Protezione civile di Marittima con due squadre, i Vigili del fuoco di Maglie, la Polizia di Stato di Otranto, i carabinieri di Poggiardo col comandante Nicola Perrone coadiuvato dall’appuntato Alfredo Galati e alla presenza del capitano della Compagnia di Maglie, Luigi Scalingi che hanno provveduto a bloccare alcune strade d’accesso al belvedere ed evacuare le persone dalla stessa pineta. “Era stato già predisposto l’abbandono delle persone dalle abitazioni – spiega il sindaco Pasquale Bleve – quando è arrivato l’aiuto dei mezzi aerei, due Firebos e un Canadair che hanno effettuare i getti d’acqua sulla zona. Per fortuna che l’emergenza dopo poche ore è rientrata”. Forze dell’ordine e volontari si sono adoperati all’inverosimile per avere ragione sulle fiamme al termine di oltre sei ore di lavoro.
 
Anche molti residenti e turisti si sono prodigati con le loro forze a domare a bloccare le lingue di fuoco. “Senza un primo intervento della gente del luogo che abitava nelle ville della pineta – dice la signora Elisa – che è intervenuta con secchi d’acqua e pompe tutto sarebbe precipitato, purtroppo il vento di tramontana ha poi alimentato ancora di più le fiamme”. Lo scorso anno sempre nella stessa zona furono ridotti a cenere oltre trenta ettari di bosco. Un fenomeno che si ripete puntualmente in piena stagione estiva appena soffia forte il vento di maestrale.