Inchiesta Barriquez 2: chiesta la condanna per i quattro imputati

Nell’ambito di un’inchiesta per un vasto traffico internazionale di droga, i giudici della Prima Sezione Penale del Tribunale di Lecce hanno chiesto la condanna per tutti gli imputati

Si è concluso quest’oggi, con diverse condanne e con un aumento delle pene rispetto alle richieste del PM, il processo di primo grado, susseguente all’inchiesta “Barriquez 2” relativa ad un grosso traffico di cocaina tra il Sud America e la Provincia di Lecce, Bari e Taranto.
 
Il Collegio della Prima Sezione Penale del Tribunale di Lecce, presieduto dal dott. Stefano Sernia, ha dichiarato colpevoli, i fratelli Vincenzo e Andrea Amato, nati a Galatina, ma residenti a Scorrano, oltre al tarantino Savino Paradiso, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (per questo reato, il Pubblico Ministero Elsa Valeria Mignone aveva chiesto l’assoluzione degli imputati) ed Emanuele Fiorentino di Bari, con l’accusa di attività di detenzione e spaccio.
 
In base alle informazioni ricavate da una  delicata inchiesta iniziata nel novembre 2008, che ha fatto seguito all’operazione Barriquez 1, partita nel 2003, i magistrati hanno riannodato i fili della vicenda, ritenendo: Vincenzo Amato, difeso dagli avvocati Vincenzo Blandolino e Gianvito Lillo, il capo dell’organizzazione e condannandolo alla pena di 20 anni di reclusione; suo fratello Andrea, tra i cui difensori risultavano, oltre allo stesso Blandolino, anche gli avvocati Gabriele e Giovanni Valentini, si sarebbe, invece, occupato dell’attività di spaccio nella zona di Scorrano, ed è stato condannato a 10 anni di reclusione; Savino Paradiso (anche per lui è arrivata una richiesta di 10 anni), difensore l’avvocato Donato Muschio Schiavone, avrebbe curato i rapporti con i narco-trafficanti del Venezuela; Emanuele Fiorentino, infine, difeso dall’avv. Di Gilio, ha subito una condanna a 9 anni, per aver svolto il ruolo di collegamento nel barese, con alcuni trafficanti locali.
 

di Angelo Centonze



In questo articolo: