Marò. Meno 10 al (mancato) rientro in India di Massimiliano Latorre

Secondo i media locali il ministero dell’Interno indiano si sarebbe espresso contro la concessione di un permesso natalizio a Salvatore Girone perché considerava la sua permanenza in India l’unica garanzia per il ritorno di Massimiliano Latorre. Il permesso scade il 13 gennaio.

Il caso Marò «non è solo una discussione fra due esecutivi, ma un tema all'esame della magistratura indiana che deve esprimersi in libertà prima che si possa andare avanti» aveva dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Delhi, Syad Akbaruddin, mentre in Italia, all’indomani della scelta della Corte Suprema indiana di respingere le istanze presentate dai due fucilieri del Battaglione San Marco, si continuava a parlare di «soluzione consensuale» e «apertura». Insomma, senza tanti giri di parole il governo di New Delhi ha ribadito come la palla “avvelenata” sia tutta nelle mani dei giudici, quasi a dire che i tentativi fatti dall’Italia per cercare di sbrogliare la matassa su altri fronti siano di fatto inutili.  

Oltre quest’aspetto, non di poco conto, dato che a distanza di quasi tre anni non sono ancora stati formulati i capi di accusa né sembra essere stata trovata la strada giusta da seguire, c’è la data del 13 gennaio con cui fare i conti. Quel giorno Massimiliano Latorre, in Patria “grazie” ad un permesso concesso per curarsi dopo l’ictus che lo aveva colpito il 31 agosto scorso dovrà salire su un aereo e tornare in Asia. Cinque giorni prima, però, il militare tarantino dovrebbe sottoporsi ad un intervento chirurgico al cuore. Un’operazione delicata che, di fatto, impedisce il suo rientro a Nuova Delhi, almeno nei tempi pattuiti. Che cosa accadrebbe a quel punto a Salvatore Girone, l’altro marò accusato di aver ucciso, per errore, due pescatori locali a largo delle coste del Kerala, in acque internazionali? Il mancato rientro di Latorre rischia, infatti, di provocare pesanti ripercussioni sull'«ostaggio» Girone. Lo sanno bene entrambi i Paesi coinvolti.

Di più, secondo quanto riportato dal quotidiano indiano «The Economic Times», il permesso natalizio sarebbe stato negato proprio per questo: a conti fatti, la permanenza in India di Salvatore Girone è l’unica garanzia per il ritorno di Massimiliano Latorre, attualmente ricoverato al Policlinico di San Donato Milanese per alcuni accertamenti, nell’ambito del programma terapeutico dopo i problemi di salute degli ultimi mesi. Secondo i media locali, il ministero dell'Interno si era opposto anche al permesso di 4 mesi chiesto a settembre ed aveva espresso le sue obiezioni in forma scritta. Allora il dicastero aveva dichiarato che in India erano disponibili migliori cure per Latorre e che se era così malato non era certo opportuno un lungo viaggio.