Per minacciare la ex moglie usa il figlio piccolo come “tramite”, 30enne finisce ai domiciliari

Un 30enne di Scorrano è finito ai domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti del figlio e atti persecutori verso la ex moglie.

Maltrattamenti in famiglia e atti persecutori: sono queste le accuse contestate a un 30enne di Scorrano finito ai domiciliari. Sono stati i carabinieri della locale stazione a bussare alla porta della sua abitazione stringendo tra le mani un’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce. Arrestato, è tornato a casa una volta finite le formalità di rito. E ci dovrà rimanere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria informata dell’accaduto.

Per capire come si sono svolti i fatti tocca fare un passo indietro e tornare al 2 maggio, quando il 30enne è finito nei guai (ancora) per aver usato il figlio per “recapitare” le minacce alla ex moglie. Gli uomini in divisa avevano raccolto diverse prove contro l’uomo, dopo la denuncia presentata dalla donna. Tanto che il 30enne era stato deferito in stato di libertà per maltrattamenti in famiglia nei confronti del figlio che duravano almeno dal mese di aprile.

Il giovane (abbiamo omesso il nome per preservare la reputazione e la dignità del minore e della madre) è un volto “noto” alle forze dell’ordine: gli era già stato impedito di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima. 



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