Monteroni, 9 persone raggiunte da decreti di rinvio a giudizio per usura

Si concludono le attività di indagine da parte degli inquirenti in merito al complesso giro di usura che coinvolgerebbe a vario titolo imprenditori e professionisti. Si aggraverebbe anche la posizione di Domenico Giancane e del suo collaboratore.

Si sono concluse le indagini sull’attività di usura a Monteroni, avviate nel 2011. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Lecce hanno proceduto alla notifica degli avvisi di conclusione indagini a 9 persone, fra imprenditori e professionisti. L’indagine dei carabinieri, effettuata sotto la direzione del Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Lecce, Dr. Alessio Coccioli,  ha delineato complesse dinamiche criminali con l’obiettivo prioritario di fornire un sintetico quadro d’insieme sulla gravità delle condotte di usura monitorate negli anni dal 2011 al 2013, da parte, tra gli altri, di Domenico Giancane , 64enne imprenditore monteronese, e dal suo collaboratore Giovanni Paolo Guido, di 44 anni, entrambi già tratti in arresto durante l’attività.

Le indagini avrebbero svelato lo sviluppo di pratiche usurarie e del conseguente recupero crediti, con l’ausilio di soggetti vicini sia alle istituzioni locali, sia a persone gravitanti alla criminalità organizzata.
Domenico  Giancaneda quanto hanno sempre comunicato i militari, è apparso sin da subito persona ben inserita nelle procedure usurarie, atteso il continuo ricorso a titoli di credito a garanzia di operazioni (per cui risultano già sequestrati titoli per circa 3 milioni di euro), ad esplicite concessioni di prestiti con anche l’indicazione di interessi mensili anticipati, al rinnovo di effetti spesso con somme parziali e che dovevano inglobare la rata usuraria non pagata, nonché a innumerevoli solleciti di pagamento e minacce ad horas o entro date perentorie effettuati dallo stesso 64enne nei confronti di società o soggetti, con la fattiva collaborazione di Guido che era l’incaricato di redigere e mantenere la relativa “contabilità”.

Delle vittime, tre hanno deciso di presentare la denuncia mentre un quarto personaggio, grosso imprenditore di Monteroni risultato fra i più vessati, ha finito col negare tutto malgrado l’evidenza dell’usura subita, rilevata in maniera esplicita dai continui rimproveri subiti dall’usuraio e dalla continua lamentela per gli interessi pagati allo stesso.
Con riguardo al “recupero crediti” verso gli obbligati più recalcitranti, Giancane si sarebbe anche avvalso del peso fornito da alcuni soggetti ritenuti appartenenti o vicini alla criminalità organizzata, cosa dimostrata dalle stesse intercettazioni, con riferimento ad una vicenda che casualmente si è innestata nell’indagine e che ha riguardo la tentata estorsione subita dal titolare di una palestra.
In conclusione, le imputazioni di cui a vario titolo dovranno rispondere i soggetti indagati vanno dall’ “usura continuata ed esercizio abusivo di attività finanziaria” alla “tentata estorsione in concorso”, dal “favoreggiamento personale” al “concorso in false fatturazioni”.



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