Il piccolo passo del primo uomo sulla luna che cambiò la storia dell’umanità

Era il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong passeggiò sulla luna con Buzz Aldrin. Di quel giorno restano le immagini in bianco e nero e la famosa frase sul quel “grande passo per l’umanità”

«Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità». Una frase rimasta alla storia come quel 20 luglio 1969, quando Neil Armstrong camminò sulla luna. È stato il primo uomo ad averlo fatto. Sono le 22.17 (ora italiana) quando l’astronauta americano scese dalla scaletta dell’Aquila e posò lo scarpone sulla polvere del corpo celeste che, fino a quel momento, sembrava inarrivabile, inaccessibile. 19 minuti dopo toccò a Edwin “Buzz” Aldrin. Non erano questi i ‘piani’ dell’Apollo 11. Sulla carta doveva essere lui a scendere per primo sul Mare della Tranquillità. Il comandante doveva rimanere dietro, in caso di situazioni di emergenza. Ma quella passeggiata sarebbe rimasta per sempre nella storia e serviva un simbolo di quella conquista. Quel simbolo, ammirato da 900 milioni di persone sparse in tutto il mondo, era il volto di Amstrong.

La missione, fortemente voluta dal presidente John Fitzgerald Kennedy, aveva ripagato gli Stati Uniti dei primi insuccessi nella corsa alla conquista dello Spazio che, con le umiliazioni dello Sputnik e Gagarin, avevano visto l’Unione Sovietica segnare punti a proprio vantaggio. «Gli Stati Uniti faranno atterrare un uomo sulla Luna e lo faranno tornare, sano e salvo, sulla Terra» disse durante il famoso discorso al Congresso. Una sfida folle che divenne un’impresa riuscita. Eppure il presidente Richard Nixon aveva già pronto in tasca il discorso da tenere nel caso in cui i due astronauti non fossero stati in grado tornare sulla terra. Iniziava con queste parole: “Il fato ha decretato che gli uomini che sono andati sulla Luna per esplorarla in pace, resteranno sulla Luna per riposare in pace”. Non andò così.

Missione spaziale Apollo 11, la prima volta dell’uomo sulla Luna

 

Dopo Apollo 11, Armstrong decise di terminare la carriera di astronauta e nel 1971 lasciò la Nasa. Divenne docente di ingegneria aeronautica all’università di Cincinnati.



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