Omicidio Gabriele Manca: quattro persone finiscono sotto processo

Quattro persone finiscono sotto processo per l’omicidio di Gabriele Manca, trovato senza vita in una zona di campagna sulla Lizzanello-Merine.

Quattro persone finiscono sotto processo per l’omicidio di Gabriele Manca, scomparso da Lizzanello il 17 marzo 1999 e ritrovato senza vita il 5 aprile, in una zona di campagna sulla Lizzanello-Merine.

Il gup Cinzia Vergine ha accolto l’istanza di rito abbreviato per Carmine Mazzotta, 45enne di Lecce, è ha fissato la prossima udienza per il 12 marzo.

Omar Marchello, 40enne di Lizzanello, Giuseppino Mero, 54enne di Cavallino (ai domiciliari per motivi di salute) e Pierpaolo Marchello, 41 anni di Lizzanello (a piede libero e residente fuori Regione) sono stati rinviati a giudizio. Il processo a loro carico inizierà il 13 dicembre, innanzi ai giudici della Corte di Assise.

Mazzotta e Marchello avevano inizialmente chiesto l’abbreviato condizionato all’ascolto di alcuni testimoni.

Sono difesi dagli avvocati Umberto Leo, Fulvio Pedone, Germana Greco e Giancarlo Dei Lazzaretti.

Rispondono dell’accusa di concorso in omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione e porto abusivo di armi. I genitori ed i fratelli di Manca si sono costituiti parte civile, invocando un maxi risarcimento, attraverso l’avvocato Fabrizio D’Errico.

L’inchiesta

I primi tre, vennero raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere del G.I.P. Alcide Maritati, eseguita dai Carabinieri del R.O.S.

Gabriele Manca, scomparve da Lizzanello il 17 marzo 1999 e venne rinvenuto il cadavere il successivo 5 aprile in una zona di campagna ubicata sulla strada Lizzanello-Merine, a ridosso di un muretto a secco.

Le prime indagini permisero di accertare che il giovane, 21enne originario di Lizzanello, era stato attinto da diversi colpi di pistola alle spalle, alcuni dei quali esplosi a breve distanza.

Non solo, si accertò, altresì, un aspro contrasto tra la vittima e uno degli arrestati, Omar Marchello, il quale circa due anni prima dell’omicidio, nel corso di una discussione verosimilmente sorta per questioni legate al traffico di stupefacenti nel territorio di Lizzanello, sarebbe stato ferito al volto con un coltellino dallo stesso Manca.

A ciò era seguita la condotta ulteriormente irrispettosa che quest’ultimo avrebbe continuato a mantenere nei confronti di Omar Marchello, accusato di essere un “infame” per aver sporto denuncia nei confronti di Manca in seguito al ferimento.

A distanza di tempo, le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia e da altri testimoni hanno permesso di consolidare il quadro accusatorio.

Un testimone, nei mesi scorsi, dopo avere ritrattato le proprie affermazioni, ha puntato nuovamente il dito contro uno degli indagati.

In una lettera indirizzata al procuratore capo Leonardo Leone De Castris, questi ha sostenuto che le dichiarazioni rese nel febbraio del 2015, innanzi al pubblico ministero Guglielmo Cataldi, corrispondevano al vero. Il giovane affermò di avere assistito a Pisignano, nell’estate del 2011, a un’aggressione ai danni di una terza persona, per mano di Omar Marchello e altri complici.

In quell’occasione, Omar Marchello lo avrebbe espressamente minacciato, affermando: “e tie non ha istu nienti se no te fazzu fare la fine ca n’aggiu fattu fare allu Gabriele Manca mangiato te li cani intru alle campagne”.

 

 

 



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