Omicidio di via Montello, conferito l’incarico per la perizia psichiatrica su Antonio De Marco

Le operazioni peritali avranno inizio a partire da sabato 13 marzo presso l’aula bunker di Borgo San Nicola. I risultati saranno depositati entro il termine di 60 giorni.

È stato conferito l’incarico per la perizia psichiatrica al fine di verificare se Antonio De Marco fosse capace d’intendere e di volere nel momento in cui uccise a coltellate Daniele De Santis e Eleonora Manta. In mattinata, presso l’aula bunker di Borgo San Nicola, i giudici della Corte d’Assise (presidente Pietro Baffa, a latere Francesca Mariano e giudici popolari) hanno conferito l’incarico al professore Andrea Balbi ed al neuropsichiatra Massimo Marra.

La Procura, rappresentata in aula dal procuratore capo Leonardo Leone De Castris e dal sostituto procuratore Maria Consolata Moschettini, ha nominato come consulenti di parte, il professore Stefano Ferracudi e lo psichiatra Domenico Suma.

La famiglia di Daniele De Santis, sia i genitori che le sorelle, ha affidato l’incarico al professore Alessandro Meluzzi, che ha già seguito casi importanti a livello nazionale come l’omicidio di Meredith Kercher e quello di Chiara Gambirasio, coadiuvato dalla psicologa Vincenza Marzo.

Per la mamma, lo zio e la nonna di Eleonora sono stati nominati il professore Roberto Catanesi di Bari e la psichiatra leccese Mariangela Pascali. Il padre si è invece affidato alla criminologa Roberta Bruzzone.

La difesa di De Marco si è affidataai consulenti di parte, Elio Serra e Felice Carabellese. Antonio De Marco, ritengono i consulenti nella relazione depositata contestualmente alla richiesta di perizia psichiatrica, “è un giovane affetto da un grave quadro psicopatologico, composito e complesso, probabilmente non ancora del tutto strutturatosi in un disturbo più netto e delimitabile che rimanda tuttavia, senza alcun dubbio, alla dimensione psicotica prima di tutto ed autistica pure della psicopatologia”.

Anche oggi, Antonio De Marco, accusato di aver ucciso a coltellate Daniele De Santis e Eleonora Manta non si è presentato in aula.

I consulenti nominati dalla Corte d’Assise, entro il termine di 60 giorni, dopo aver analizzato sia il fasciolo d’indagine che altri documenti (anche video) dovranno dare una risposta ad una serie di quesiti. Anzitutto, dovranno accertare la capacità d’intendere e di volere di De Marco al momento dei fatti, anche parziale. Non solo, anche la sua capacità di stare in giudizio (come sollecitato dalla difesa) e la pericolosità sociale (come richiesto dall’avvocato Mario Fazzini).

Le operazioni peritali, a porte chiuse, avranno inizie da sabato 13 marzo nell’aula bunker. La prossima udienza del processo è fissata per il 18 maggio quando si procederà con l’ascolto dei periti.

L’imputato Antonio De Marco è difeso dagli avvocati Andrea Starace e Giovanni Bellisario.

I genitori dell’arbitro, Fernando De Santis e Floreana Rita Rossi, sono assistiti dall’avvocato Mario Fazzini e le sorelle Valentina e Antonella De Santis, sono difese dall’avvocato Renata Minafra. La madre della 31enne, Rossana Carpentieri, è assistita dall’avvocato Francesco Spagnolo e il padre, Marco Quintino Manta difeso dall’avvocato Luca Piri. E ancora lo zio, Cosimo Carpentieri è difeso dal legale Stefano Miglietta e la nonna Luce Apollonio dall’avvocato Fiorella d’Ettorre. Si sono tutti costituti parte civile.

Tra le parti civili compare anche il Cidu, il Centro Internazionale Diritti Umani presieduto da Paolo D’Amico, con l’avvocato Cosimo Castrignanò.



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