All’inizio del processo di Appello “Case popolari”, la difesa chiederà l’annullamento della sentenza di primo grado che portò, nel maggio dello scorso anno, a 12 condanne per i reati di falso e peculato per distrazione, sui presunti illeciti per l’assegnazione degli alloggi popolari nel quartiere Stadio di Lecce in cambio di voti. Il motivo? Faceva parte del collegio giudicante anche un Giudice onorario di Pace. Tra le condanne dei giudici in composizione collegiale spiccavano quelle degli ex assessori Attilio Monosi (condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione) e Luca Pasqualini (5 anni) e dell’ex consigliere d’opposizione, Antonio Torricelli (4 anni). Il processo di Appello dovrebbe prendere il via nella mattinata di domani.
Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati: Luigi Covella, Riccardo Giannuzzi, Giuseppe Corleto, Ivana Quarta, Amilcare Tana, Luigi e Roberto Rella.
Come detto, i legali degli imputati solleveranno in aula, davanti alla Corte d’Appello di Lecce (presidente Teresa Liuni), un eccezione preliminare, contenuta nei motivi. Viene sottolineato come: “Il giudice onorario di pace non può essere destinato ai collegi chiamati a decidere su reati come tentata violenza privata e lesioni aggravate dal metodo mafioso”. Dunque, sostiene la difesa: «la decisione è da ritenersi nulla per tutti i reati oggetto della decisione» e, di conseguenza, per tutti.
Sul banco degli imputati comparivano ventitré presone. Alcuni imputati furono assolti o prosciolti per prescrizione. Invece, il ricorso del pm Massimiliano Carducci riguarda il mancato riconoscimento del reato di associazione a delinquere, poiché si fa riferimento ad una struttura organizzata finalizzata al controllo del consenso elettorale attraverso la gestione illecita degli alloggi, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2016-2017.
