Operazione ‘Final Blow’, il Riesame conferma il carcere per ‘Totti’ Pepe ed altri tredici arrestati

Gli arresti hanno riguardato i clan leccesi Pepe e Briganti, ma non solo. L’operazione investigativa ha interessato anche le aree del Nord Salento e di Nardò e Galatone

Il Tribunale del Riesame conferma altre 14 misure cautelari, per gli arrestati dell’operazione “Final Blow“. Nella giornata di ieri è proseguita l’udienza camerale per decidere sui ricorsi presentati dalla difesa. Come nelle scorse volte, la discussione in aula si è svolta con modalità del tutto inedite, tenendo conto dell’emergenza Coronavirus, dinanzi al collegio del Riesame (Presidente Pia Verderosa, a latere Anna Paola Capano e Antonio Gatto). Gli avvocati, nella maggior parte dei casi, hanno presentato memorie difensive.

Nello specifico, il Riesame ha confermato il carcere per: Antonio Pepe, 59 anni, di Lecce, detto “Totti”; Antonio Marco Penza, 37 anni, di Lecce; Vito Penza, 34 anni, di Lecce; Debora Buscicchio, 30 anni, di Lecce; Francesco Leo, 35 anni, di Caprarica di Lecce; Vincenzo Stippelli, 42 anni, di Squinzano; Gianluca Palazzo, 45 anni, di Lecce; Antonio Leto, 30 anni, di Caprarica; Manuel Gigante, 39 anni, di Lecce; Stefano Monaco, 30 anni, di Lecce, Salvatore Bruno, 54enne di Lizzanello, detto Bambinone.

Non solo, poiché sono stati confermati i domiciliari per: Gennaro Hajdari, 37 anni, residente al campo Panareo di Lecce; Antonio Leo, 33 anni, di Caprarica di Lecce; Rita Greco, 78 anni, di Lecce.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Pantaleo Cannoletta, Ladislao Massari, Silvio Verri, Vincenzo Perrone, Nicola Leo, Antonio Savoia, Francesco Stanca, Alessandro Stomeo, Giovanni Valentini, Donata Perrone.

Nella giornata di martedì, proseguiranno i ricorsi dinanzi al Riesame.

L’operazione “Final Blow”

Gli arrestati, raggiunti alla fine di febbraio da una ordinanza di custodia cautelare a firma del gip Simona Panzera, su richiesta del sostituto procuratore della Dda Valeria Farina Valaori ( il fascicolo è adesso nella mani della collega Giovanna Cannarile).

Rispondono a vario titolo ed in diversa misura di: associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sulle armi, associazione finalizzata al traffico di droga e esercizio aggravato e partecipazione al gioco d’azzardo.

Gli arresti hanno riguardato i clan leccesi Pepe e Briganti, ma non solo. L’operazione investigativa ha interessato anche le aree del Nord Salento e di Nardò e Galatone.



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