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Operazione Final Blow: case, auto e denaro sui conti corrente. Scatta il sequestro per due indagati

by Redazione
29 Settembre 2020 12:04
in Cronaca
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Il 26 febbraio scorso è stata portata a termine dalla Squadra Mobile della Questura di Lecce l’operazione Final Blow, con l’esecuzione dell’ ordinanza di misura cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Lecce nei confronti di 72 persone appartenenti alla criminalità organizzata salentina, indagate a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione e gestione del gioco d’azzardo.

Nel corso delle indagini era già emerso l’interesse di alcuni sodali a reinvestire i proventi delle attività illecite sia nell’acquisto di beni mobili e immobili che nell’immettere denaro accumulato illegalmente per la creazione o implementazione di attività commerciali o imprenditoriali.

In tale ottica e seguendo le direttive impartite, la sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine, anche su impulso della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, ha avviato una serie di accertamenti finalizzati all’ablazione del patrimonio (trasferimento dei beni alla Pubblica Amministrazione), fonte dell’attività illecita e lucro genetica, condotta da alcune persone colpite dall’operazione di polizia.

Tale azione è stata altresì condotta per prevenire un inquinamento dell’economia legale, anche a seguito del particolare periodo di lockdown, durante il quale alcune attività commerciali e imprenditoriali sono andate in sofferenza, per impedire che capitali illeciti andassero a finire proprio in quelle aziende “sofferenti” e impedirne il fallimento o addirittura il “passaggio” in mani diverse.

Le ultime disposizioni normative, per rendere ancora più incisivo il potere di proposta del Questore, prevedono la possibilità di proposta congiunta con il Procuratore della Repubblica da inoltrare alla Sezione del Tribunale competente.

Al termine di meticolosi accertamenti, condotti dalla Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali è stata quindi presentata nota congiunta del Questore della provincia di Lecce e del Procuratore della Repubblica con la quale è stato richiesto il sequestro di alcuni beni accumulati illegalmente a carico di due indiziati di appartenere alla Sacra Corona Unita.

Il Tribunale di Lecce Prima e Seconda Sezione Penale hanno emesso quindi i provvedimenti di sequestro per “congelare” i beni prima della definitiva confisca.

Nei giorni scorsi la Divisione Anticrimine – Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali ha così eseguito il decreto di sequestro, ai sensi delle vigenti disposizioni del codice Antimafia, a carico di due persone già colpite dall’operazione di polizia sopra indicata per cui è stata fondatamente teorizzata una significativa sproporzione fra il reddito prodotto ed i beni acquistati nell’ultimo periodo.

In particolare a Salvatore Bruno di Merine, particolarmente attivo nelle marine di Melendugno nella gestione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, attualmente detenuto sono stati sequestrati beni per un valore approssimativo di circa 300mila euro consistenti in due autovetture Mercedes, una Fiat 500L, un battello pneumatico di 9 metri, completo di due motori fuoribordo Honda da 250 cavalli, fondi giacenti sul conto corrente per decine di migliaia di euro, due appartamenti, nonché le quote di una società impegnata nel settore turistico di affitto alloggi.

Sempre nello stesso ambito è stato colpito da provvedimento anche Nicolas De Dominicis, di Vernole, detenuto in regime di arresti domiciliari a cui sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di circa 100mila euro e, nello specifico una casa, un’attività commerciale per la vendita al dettaglio di abbigliamento di Vernole ed una vettura Peugeot 208, oltre ad alcuni conti correnti con saldi attivi.

Tags: Final Blow
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