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Presunti illeciti per l’assegnazione degli alloggi popolari. In 23 davanti alla Corte di Appello

by Angelo Centonze
22 Gennaio 2026 14:57
in Cronaca
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Le case popolari di Lecce

È stata fissata la data del processo di Appello sui presunti illeciti per l’assegnazione degli alloggi popolari nel quartiere Stadio di Lecce, in cambio di voti, dopo la sentenza di primo grado del maggio scorso con 12 condanne, tra cui quelle degli ex assessori Attilio Monosi e Luca Pasqualini e dell’ex consigliere d’opposizione, Antonio Torricelli, e numerose assoluzioni e i successivi ricorsi presentati da pubblica accusa e difesa, è stata fissata la data del processo di Appello sui presunti illeciti per l’assegnazione degli alloggi popolari nel quartiere Stadio di Lecce, in cambio di voti.

L’inizio è previsto per il 18 marzo, davanti alla Corte d’Appello di Lecce (presidente Teresa Liuni). Sul banco degli imputati compaiono ventitré persone.

La sentenza di primo grado dei giudici in composizione collegiale  (presidente Pietro Baffa), portò a una serie di condanne per i reati di falso e  peculato per distrazione. Il ricorso del pm Massimiliano Carducci riguarda il mancato riconoscimento del reato di associazione a delinquere. L’accusa era caduta in primo grado, poiché non sarebbe emersa la prova di un accordo stabile e consapevole tra gli imputati coinvolti, nonostante la presenza, scrivono i giudici nelle motivazioni, di un sistema di “diffusa illegalità”.

Invece, il pm sostiene che esistesse un “vincolo associativo tendenzialmente permanente” e una struttura organizzata finalizzata al controllo del consenso elettorale attraverso la gestione illecita degli alloggi, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2016-2017, di cui avrebbero fatto parte gli ex assessori Attilio Monosi, condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi, e Luca Pasqualini, entrambi della giunta di centrodestra (al tempo in cui era sindaco Paolo Perrone). E ancora, l’ex consigliere Antonio Torricelli, volto storico del Pd (4 anni), e i dirigenti e funzionari comunali Pasquale Gorgoni (3 anni) e Paolo Rollo (3 anni e 4 mesi). E poi, Monia Gaetani e Monica Durante (condannate rispettivamente a 3 e 4 anni), nel ruolo di “collettori di voti”, fungendo da intermediari tra i politici e gli elettori. E ancora Sergio De Salvatore, Liliana Guido, Francesca Sansò,  Raffaele Guido, Giuseppe Nicoletti (condannati in primo grado).

Nel processo di appello  ci saranno altri imputati, per i quali il verdetto di primo grado era stato di assoluzione o non doversi procedere. Parliamo di Diego Monaco; Giovanni Puce; Piera Perulli; Vanessa Tornese; Rosario D’Elia; Douglas Durante; Antonio Briganti; Raffaele Liccardi; Laura Panzera; Luisa Fracasso; Giovanni Bene.

Tra le parti civili, compaiono Comune di Lecce, Codacons, Arcasud Salento e Piero Scatigna, l’uomo che fu pestato e minacciato di morte perché, stando alle carte dell’inchiesta, denunciò il sistema illegale di assegnazione degli appartamenti. Sono assistite, tra gli altri, dagli avvocati Carlo Sariconi e Angelo Terragno. In primo grado sono stati disposti vari risarcimenti.

L’inchiesta che culminò con numerosi arresti e misure interdittive prese il via dalla denuncia del Direttore generale di Arca Sud Salento, Sandra Zappatore che riferì delle “anomalie” nell’assegnazione degli alloggi popolari.

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati: Luigi Covella, Riccardo Giannuzzi, Giuseppe Corleto, Ivana Quarta, Luigi e Roberto Rella, Amilcare Tana.

Tags: inchiesta-case-popolari
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