Maxi processo di Appello “Labirinto” su narcotraffico e infiltrazioni mafiose. Numerose le conferme di condanna

La Corte d’Appello, Presidente Vincenzo Scardia, ha anche disposto “sconti di pena”, al termine del processo. Alcuni imputati condannati al pagamento delle spese processuali.

Si conclude con la conferma di numerose condanne, il maxi processo di Appello “Labirinto” sulle attività di narcotraffico e i tentativi di infiltrazione dei clan in alcuni settori economici del litorale gallipolino ed in particolare quello ittico e del servizio di sicurezza nei locali pubblici.

La Corte d’Appello (Presidente Vincenzo Scardia), riunitasi nell’aula bunker di Borgo San Nicola, ha confermato le seguenti pene: 20 anni per Vincenzo Rizzo, 57enne di San Cesario, a capo del gruppo che “controllava” il suo paese, San Donato e Lequile e Saulle Politi, 48enne di Monteroni di Lecce, attivo anche ad Arnesano, San Pietro in Lama, Carmiano, Leverano e Porto Cesareo; 10 anni e 8 mesi per Antonio De Carlo, 43enne di San Pietro in Lama e Giuseppino Mero 57enne di Cavallino; 10 anni e 4 mesi per Michele Sterlicchio 55enne di Lecce; 8 anni per Fabio Rizzo 51enne di San Donato e Tonio Totaro 44enne di Lequile; 7 anni per Gabriella Scigliuzzo, 48enne di Gallipoli e Davide Quintana 40enne di Gallipoli; 6 anni e 10 mesi nei confronti di Vito Bollardi, 39 anni di San Cesario; 1 anno e 4 mesi per Giovanni Bergamo, 25 anni di Monteroni e Jessica Pareo, 37enne di Surbo.

Ridotta la pena ad 8 anni ed 8 mesi per Massimo Cosi, 46enne di San Cesario di Lecce (12 anni e 8 mesi); 7 anni e 10 mesi, escludendo l’aggravante dell’associazione mafiosa, per Gabriele Tarantino, 41enne di Campi Salentina (10 anni); 7 anni e 4 mesi per Francesco Ingrosso, 40 anni di Guagnano (12 anni e 8 mesi); 6 anni e 9 mesi per Antonio Malazzini, 48enne di Frigole (7 anni); 1 anno per Paolo Donno, 42 anni di Martignano (1 anno e 6 mesi).

Rideterminata la pena in continuazione con un’altra sentenza a: 16 anni, 2 mesi e 13 giorni per Tommaso Danese 42enne di Monteroni (15); 15 anni, 7 mesi e 20 giorni a Ervin Gerbaj 39enne, (4 anni e 8 mesi); 9 anni, 8 mesi e 26 giorni per Marenglen Halka, 39enne (4 anni); 5 anni, 11 mesi e 20 giorni per Marjus Halka 36enne (4 anni e 8 mesi), tutti originari dell’Albania; 5 anni, 2 mesi e 20 giorni per Gianluca Lorè, 37 anni di Brindisi (1 anno ed 8 mesi); 9 anni ed 4 mesi per Alessandro Quarta, 37enne di Arnesano (5 anni e 4 mesi); 6 anni, 10 mesi e 20 giorni per Alessandro Scalinci, 36enne di Guagnano (7 anni). La Corte di Appello ha disposto l’immediata scarcerazione in favore di: Gerbaj, Halka, Quarta e Scalinci. Infine, è stato dichiarato il non doversi procedere per morte del reo, nei confronti di Rodolfo Franco, 61 anni di San Cesario (14).

La Corte ha inoltre condannato alcuni imputati al pagamento delle spese processuali per i Comuni di Carmiano e Monteroni, entrambi parte civile, assistiti dagli avvocati Alessandra Viterbo e Tony Indino.

Il gup Maurizio Saso, presso l’Aula Bunker di Borgo San Nicola, ha emesso oltre 200 anni di carcere con rito abbreviato, nel luglio del 2019.

Il collegio difensivo

Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati: Raffaele Benfatto, Rita Ciccarese, Cosimo D’Agostino, Umberto Leo, Massimo Bellini, Luigi Rella, Pantaleo Cannoletta, Alessandro Costantini Dal Sant, Ladislao Massari, Francesco Calabro, Vincenzo Del Prete, Elvia Belmonte, Laura Minosi, che potranno presentare ricorso in Cassazione.

L’inchiesta

L’attività di investigazione ha ricostruito gli assetti organizzativi della frangia salentina della Sacra Corona Unita. Nel luglio del 2018, vennero sgominati due gruppi criminali associati al clan “Tornese” di Monteroni, indagati per associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi e altri reati aggravati dal metodo mafioso. Molti degli attuali imputati, nel luglio scorso, furono raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare (in carcere o ai domiciliari), emessa su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia ed eseguita dai Carabinieri del Ros.



In questo articolo: