Presunti “furbetti del cartellino”. Una condanna e un’assoluzione

Il processo ha fatto luce sui presunti assenteisti, all’epoca dei fatti, presso il Distretto Socio Sanitario di Gagliano del Capo.

Termina con una condanna e un’assoluzione, il processo sui presunti assenteisti, presso il Distretto Socio Sanitario di Gagliano del Capo. Nella giornata di mercoledì, il giudice Elena Coppola ha inflitto 1 anno di reclusione e 400 euro di multa (pena sospesa), con le attenuanti generiche, per il reato di false attestazioni in certificazioni, a Sergio Greco, 62 anni di Gagliano del Capo, nelle vesti di collaboratore amministrativo professionale esperto all’epoca dei fatti. Disposto anche il risarcimento del danno, in separata sede, a favore dell’Asl, parte civile, con l’avvocato Alfredo Cacciapaglia.

Va detto che  Greco è stato assolto dal reato di truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale, “perché il fatto non costituisce reato”.

L’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Covella, potrà fare ricorso in appello contro la condanna, una volta depositate le motivazioni della sentenza (entro 90 giorni).

Il giudice Coppola ha invece assolto dai reati di false attestazioni e truffa, Maria Antonietta Preite, 57enne di Casarano, con qualifica di coordinatrice infermieristica all’epoca dei fatti, con la stessa formula. L’imputata è difesa dagli avvocati Luigi e Alberto Corvaglia.

La pubblica accusa aveva invocato la condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione per ciascuno degli imputati.

Nell’avviso di conclusione risultavano indagate 14 persone, in qualità di dirigenti medici, infermieri e impiegati amministrativi, tutti dipendenti della Asl di Lecce. Nel corso dell’udienza predibattimentale, in dodici hanno scelto un rito alternativo.

L’attività investigativa dei carabinieri si è sviluppata attraverso pedinamenti e immagini di videocamere, per un periodo di 10 mesi tra il 2021 e il 2022. I presunti assenteisti avrebbero fatto timbrare il proprio badge, da altri colleghi, in modo da attestare la presenza in servizio in orari in cui, invece, sarebbero stati assenti, per ritardo o allontanamento anticipato – per questioni puramente personali – inducendo così in errore l’amministrazione. Vennero anche emesse tre misure interdittive, con ordinanza del gip Angelo Zizzari.



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