Prodotti per l”™igiene contraffatti. Smantellata associazione per delinquere

Grazie all’operazione denominata ‘Bolle di Sapone’ è¨ stata smascherata una vera e propria filiera del falso che da tempo commercializzava notissimi prodotti per l’igiene della persona e della casa. Allo stato attuale delle indagini sono quaranta gli indagati.

Duro colpo inflitto al mercato del "falso". Nella giornata di ieri, infatti, le Fiamme Gialle della Compagnia di Otranto, con l’ausilio dei colleghi del Comando Provinciale di Lecce e di numerosi altri reparti, su disposizione del Procuratore Aggiunto di Lecce, Antonio De Donno, della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno coordinato ed eseguito 65 perquisizioni (di cui 33 nella sola provincia di Lecce) in 13 province, nel quadro di un’indagine nei confronti di un’associazione a delinquere che fabbricava noti prodotti per l’igiene della casa e della persona contraffatti. I dettagli dell’operazione, denominata “Bolle di Sapone”, sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza e a cui ha partecipato il Procuratore Capo di Lecce, Cataldo Motta.

Gli investigatori e l’Autorità Giudiziaria, a partire da novembre 2012, hanno tracciato l’organigramma di un’associazione per delinquere, i cui promotori vivono e operano nella provincia salentina, che gestiva una vera a propria “filiera del falso”. Mesi in cui si è lavorato sul caso in maniera estesa in quanto si sono dovute setacciare varie Regioni d’Italia.

In particolare, è stato accertato che: presso uno stabilimento ubicato in agro di Melendugno venivano preparati i vari tipi di prodotto: detersivi per la biancheria e per la pulizia della casa e detergenti per l’igiene intima; i contenitori in plastica, nei vari formati, venivano realizzati in un capannone nella zona di Carpignano Salentino, mentre i tappi di chiusura venivano realizzati a San Donaci in provincia di Brindisi; alla fornitura delle etichette contraffatte di marchi – tra i quali Dash, Dixan, Chanteclair, Infasil e Chilly – provvedevano tre tipografie situate nelle province di Cuneo, Bologna e Cosenza; il tutto veniva trasferito presso un altro stabilimento, nella zona industriale di Lecce, per il confezionamento dei prodotti finiti, successivamente distribuiti, a prezzi altamente concorrenziali e con documentazione fiscale falsa, presso acquirenti di fiducia operanti prevalentemente in Puglia, Calabria e Sicilia. I prodotti finiti venivano venduti per lo più in supermercati e discount di piccole dimensioni del leccese e mai in grandi ipermercati o centri commerciali.

Nel corso delle perquisizioni si è proceduto al sequestro di vari materiali che venivano usati nella produzione della merce. Infatti, sono stati ritrovati: 60.000 tra flaconi di detersivi per la biancheria o per la pulizia della casa e confezioni di detergenti intimi, pronti per l’immissione in commercio; circa 38.000 tubetti di una famosa colla liquida ad alta resistenza, anch’essi perfettamente confezionati; circa 700.000 etichette di vari prodotti; 61 cliché per la riproduzione delle etichette di vari prodotti; 67 macchinari per la produzione dei detersivi o dei detergenti suddetti; 2 automezzi; 2 capannoni.

Allo stato attuale delle indagini, che sono ancora in corso di svolgimento, sono stati individuati 40 soggetti tutti deferiti all’Autorità Giudiziaria.

Per la prima volta in questa provincia è stata applicata la legge 23 luglio 2009, n. 99, che, tra l’altro, ha inserito il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di contraffazione nel novero delle competenze per materia assegnate alle Procure Distrettuali Antimafia, che ha deciso di dare un’assoluta priorità al fenomeno del “falso” perché in questo modo si può limitare la triste realtà della concorrenza sleale e la crisi di aziende che possono essere messe in crisi da questo fenomeno. È noto ormai, infatti, che nella produzione di prodotti contraffatti si stiano specializzando tanti produttori locali e nostrani e non sia più solo un mercato mandato avanti da stranieri.



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