Nella serata di ieri, gli agenti del Commissariato di Polizia di Gallipoli d, hanno tratto in arresto un minore ritenuto responsabile, in concorso, di rapina a mano armata.
L’intervento della volante è stato richiesto a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa, che riguardava una rapina avvenuta in un appartamento sito nel centro della “Città Bella”. La vittima, una donna di 50 anni di nazionalità cinese, che lavora nel settore dei massaggi a domicilio, ha riferito agli agenti di essere stata aggredita nel tardo pomeriggio, subito dopo aver ricevuto un cliente che aveva precedentemente fissato un appuntamento telefonico.
Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dalla donna, un giovane a volto scoperto si è presentato alla porta e, una volta aperta, ha aggredito la donna, facendola cadere a terra e immobilizzandola per impedirle di chiedere aiuto. Subito dopo, sono sopraggiunti due complici, travisati da passamontagna, uno dei quali armato di pistola. I malviventi hanno messo a soqquadro l’abitazione, sottraendo circa 500 euro in contanti, due telefoni cellulari e le chiavi dell’appartamento, per poi dileguarsi a piedi e lasciare la vittima in stato confusionale.
Gli immediati accertamenti investigativi condotti dagli agenti, basati sulla descrizione fornita dalla vittima, hanno permesso di focalizzare l’attenzione su alcune persone note alle forze dell’ordine per precedenti reati contro la persona e per contiguità con ambienti legati allo spaccio di stupefacenti.
Sottoposto al riconoscimento fotografico, il giovane a volto scoperto — un 17enne del posto — è stato riconosciuto dalla vittima.
Il ragazzo è stato rintracciato, tratto in arresto e, su disposizione del Pubblico Minisero di turno presso la Procura della Repubblica presso il tribunale dei Minorenni di Lecce, associato all’Istituto Penale per Minorenni di Lecce, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le indagini, hanno consentito di identificare anche un complice, deferito in stato di libertà, come disposto dalle Autorità Giudiziarie, per il reato di concorso in rapina aggravata. La vittima lo ha riconosciuto, in particolare per un indumento indossato durante la rapina.
Le perquisizioni domiciliari effettuate al fine di rinvenire la refurtiva e l’arma utilizzata hanno, al momento, dato esito negativo.
Naturalmente, adottati in fase investigativa e /o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza.
