Una segnalazione alla direzione del carcere, un fumetto e un biglietto inviati a De Marco tramite il cappellano

L’annotazione di servizio si parla di una circostanza “ritenuta pregiudizievole per l’ordine e la sicurezza del reparto” ed è stata segnalata alla direzione carceraria.

Anche un fumetto, tra il materiale rinvenuto nella cella di De Marco e poi sequestrato. E viene sottolineata nell’annotazione di servizio, una circostanza “ritenuta pregiudizievole per l’ordine e la sicurezza del reparto”.

Nel periodo in cui il 22enne si trovava in isolamento, è stata ritrovata una “domandina”, sulla cui parte stampata risultava la richiesta (datata 29 ottobre), di un altro detenuto di poter “avere un colloquio con il sacerdote dell’istituto”. E sul retro della domandina, scritto con una grafia diversa da quella di De Marco, vi era un messaggio rivolto a un detenuto da una terza persona, che recitava: “Caro Antonio, ti mando questo fumetto perché so che ti piacerebbe continuare la lettura. Se vorrai ti invierò i numeri seguenti. Non mi conosci, ma Don… ti racconterà di me. Voglio solo che tu sappia che NON SEI SOLO, nel buio c’è sempre una mano tesa che illumina il futuro. Se vuoi puoi scrivermi…”.

E in effetti dal registro di sezione risulta che il cappellano abbia consegnato al detenuto del “materiale didattico” in occasione di un colloquio. E da un controllo nella cella di De Marco, è stato rinvenuto il secondo numero della collana manga “Black Cover“.

Dunque, si legge nell’annotazione di servizio, “Il Sacerdote noncurante delle disposizioni generali che precludono in assoluto la consegna di effetti o la agevolazione di contatti con l’esterno da parte degli operatori, abbia consegnato al detenuto – senza previa autorizzazione – un fumetto a sua volta ricevuto da terza persona all’esterno di questa struttura, ma circostanza ancor più grave, avrebbe agevolato indebitamente la comunicazione, tra tale persona all’esterno con il De Marco”.

E dalle informazioni acquisite e comunque suscettibili di conferma, si legge sempre nell’annotazione di servizio, la persona che avrebbe scritto il messaggio sarebbe una giornalista italiana.

Non solo, poiché in base a quanto segnalato dalla Dirigente a capo della struttura carceraria, vi era stato anche il tentativo da parte del cappellano di inviare all’esterno una missiva indirizzata da De Marco ad un’amica.

L’annotazione di servizio si è poi “tradotta” in una segnalazione alla direzione carceraria.



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