C’è un momento, ogni estate, in cui il Salento smette di profumare di macchia mediterranea e comincia a odorare di fumo. È un’immagine che torna a ferire, ancora una volta, uno dei luoghi più belli del litorale. Nel pomeriggio un vasto incendio è divampato a Santa Cesarea Terme. Il fumo si è alzato in pochi minuti, denso, nero, visibile anche a chilometri di distanza. Poi le fiamme, sospinte dal forte vento che sta soffiando in questi giorni, hanno iniziato a correre veloci, avvicinandosi sempre di più alle abitazioni e alle strutture ricettive della costa, costringendo all’evacuazione precauzionale.
Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Tricase, Maglie e Ugento, Protezione Civile e mezzi aerei, compreso un Canadair, impegnati in una corsa contro il tempo per contenere il rogo.
Per consentire le operazioni di spegnimento e garantire il passaggio dei mezzi di emergenza, alcune strade sono state temporaneamente chiuse al traffico. Resta ora da chiarire l’origine del rogo. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire se si sia trattato di un incendio accidentale o doloso, un’ipotesi che purtroppo torna a riaffacciarsi ogni estate quando il territorio viene colpito da incendi di vaste proporzioni.
Un’emergenza che non può più essere considerata normale
Fa male raccontarlo. Fa ancora più male doverlo raccontare ogni anno. Perché non è la prima volta. E il timore è che non sarà neppure l’ultima. Ogni anno, d’estate, il copione sembra ripetersi con una puntualità disarmante: la vegetazione che brucia, il cielo coperto dal fumo, famiglie costrette ad allontanarsi dalle proprie case, turisti che assistono increduli a scene che nessuno vorrebbe associare alle vacanze nel Salento.
Le immagini di Santa Cesarea Terme fanno male perché non raccontano un episodio isolato. Il Salento merita di essere raccontato per il mare cristallino, per le sue scogliere e per la bellezza della sua natura. Non per le colonne di fumo che, puntuali, finiscono per oscurare anche il cielo dell’estate. La speranza è che questa non sia soltanto l’ennesima cronaca di un incendio, ma quando l’ultimo focolaio sarà spento e i riflettori si saranno allontanati diventi l’occasione per affrontare davvero un problema che non può più essere archiviato come una fatalità.






