Sarah Scazzi. In aula, ancora, Sabrina Misseri

Una sequenza continua di ‘non ricordo’ e moltissime contraddizioni contestate dai Pm. Sono questi gli elementi dell’interrogatorio di Sabrina Misseri, ripreso questa mattina dinanzi alla Corte d’Assise di Taranto.

Si era interrotto martedì scorso l’interrogatorio di Sabrina Misseri principale imputata per l’omicidio della piccola Sarah Scazzi, dopo ben 8 ore in cui la più piccola di casa Misseri aveva tentato di descrivere i suoi rapporti con la cugina e con il bello di Avetrana, Ivano Russo, ritenuto principale movente del delitto. È ripreso stamattina esattamente da dove lo avevano lasciato dinanzi alla Corte d'Assise di Taranto. In apertura dell’udienza, il pm Mariano Buccoliero ha chiesto di ascoltare in aula alcune interviste televisive rilasciate dall’imputata nei giorni successivi alla scomparsa di Sarah, con particolare interesse per quella dell’8 ottobre 2010, quando suo padre aveva appena fatto ritrovare il corpo senza vita della giovane in quel pozzo in contrada Mosca e tutte quelle rilasciate nei giorni precedenti al suo arresto. Secondo l'accusa, infatti, la ricostruzione fatta da Sabrina in queste interviste non coinciderebbe con quella resa in udienza.

Ad assistere ci sono tutti i protagonisti di questa triste vicenda. C’è Concetta Serrano che ai microfoni – con poche parole – ha sempre espresso il suo desiderio di conoscere la verità e c’è Michele Misseri, accusato di soppressione di cadavere e forse l’unico in grado di raccontare  cosa sia veramente successo in quell’assolato pomeriggio del 26 agosto 2010.  Al centro dell’interrogatorio questa volta c' è la ricostruzione degli spostamenti che Sabrina fece quel giorno. «Non ricordo», ha risposto spesso una Sabrina ben diversa da quella che vista in tv.

L'accusa, che ha incalzato l'imputata con domande sulla ricostruzione dei minuti e delle ore successive alla scomparsa di Sarah, ha più volte suscitato l'insofferenza della difesa che ha attribuito al pm la volontà di «sfiancare» la ragazza con domande ripetitive. In particolare, c'è un buco di un'ora e mezzo tra le 15.30 e le 17.00 quando la ragazza ha accompagnato la madre nella caserma dei carabinieri per denunciare la scomparsa di Sarah che ancora non è stata chiarita. Mancano quei “dettagli” che avrebbero potuto fare la differenza, forse. Si è poi parlato del ritrovamento da parte di Michele Misseri del telefonino di Sarah.

L'udienza è stata sospesa per il pranzo. Alla ripresa si ascolterà l'audio di una intercettazione ambientale nella quale Sabrina e sua sorella parlano della scheda Sim del telefonino di Sarah che il padre aveva detto di avere trovato casualmente per strada e di avere poi perso. Le due sorelle avrebbero concordato sul fatto di non dovere dire nulla della questione ai carabinieri.



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