Sarah Scazzi: nuovi retroscena

Michele Misseri protagonista del falso ritrovamento del cellulare sapeva che la scheda era nel telefonino. Le notizie diffuse dalla stampa dimostrano il contrario e si tradisce da solo.

Ormai è noto che lo zio Michele durante i suoi interrogatori abbia fornito tre versioni contraddittorie, che hanno spinto un po' tutti a pensare che non dicesse tutta la verità e che in quelle dichiarazioni rilasciate quasi fossero uno sfogo, mancasse qualche fotogramma che potesse finalmente far scrivere la parola fine. Purtroppo però le domande sono ancora tante e non aiuta il fatto che siano "amplificate" dalle dichiarazioni rilasciate alla tv, ai giornali, alle tante trasmissioni che hanno, fin da subito, puntato i riflettori contro una piccola cittadina diventata scenario di un terribile omicidio. E proprio ai microfoni di Mattino 5, Galoppa ha dichiarato che Misseri "è abituato al sacrificio". Una frase che sottolinea ancora il dubbio che lo zio starebbe "coprendo qualcuno a cui vuole troppo bene". Poi quel "abbiamo parcheggiato", detto e poi corretto, non convince del tutto.

A onor del vero fa stupore che un uomo per tutta una vita non abbia mai dato alcun segno di squilibrio, in un raptus avrebbe ucciso sua nipote, una ragazzina di soli 15 anni e avrebbe poi violato il cadavere, mantenendo un'apparente calma esteriore per più di un mese, con gli occhi di tutta Italia, inquirenti compresi, puntati addosso. Altrettanto vero, però, è il fatto che proprio la genuinità di Michele Misseri lo abbia fatto cadere nella trappola dei Carabinieri.

Occorre fare un passo indietro per capire. Il 29 settembre Misseri ritrova "casualmente" il cellulare di Sarah in un fondo dove aveva lavorato il giorno prima per prepararsi alla raccolta delle olive. Il telefono non ha la batteria perché, stando alle dichiarazioni rilasciate da lui stesso durante una delle sue confessioni, sarebbe caduto dalle mani della ragazzina mentre lo zio le stringeva la corda al collo. Il giorno del ritrovamento, infatti, i cronisti riferiscono che è stato ritrovato il cellulare di Sarah privo di batteria e di scheda sim. Impossibile, la scheda era rimasta lì e lui lo sa bene. A quel punto Misseri chiede alla figlia Sabrina di aiutarlo a pulire il garage, lo conferma davanti agli inquirenti. Perché? "Volevo che Sabrina mi aiutasse a cercare la scheda del cellulare di Sarah che ritenevo fosse caduta nel garage".

Una persona rimasta in disparte fino a quel momento, che si limitava ad affacciarsi durante le interviste alla figlia, conquista la scena grazie a quell'assurda coincidenza. Si commuove, piange ma trova sempre le parole per raccontare quanto è accaduto. E come se non bastasse chiede alla figlia di aiutarlo a mettere ordine nel garage. E se la scheda fosse davvero caduta e Sabrina l'avesse ritrovata cosa avrebbe raccontato, a quel punto alla figlia?
 
Per ora, ad essere convinto che Michele Misseri abbia agito da solo è il medico legale, Luigi Strada, incaricato dalla Procura di Taranto di effettuare l'autopsia sul corpo di Sarah. "Fino a questo momento tutto quello che Michele Misseri dice l'abbiamo riscontrato. Un contadino – ha spiegato – che lavora i campi e zappa la terra ogni giorno ha la forza più che sufficiente".

Intanto la madre di Sarah, che si è chiusa nel suo silenzio ha commentato: "Nel vocabolario di italiano non esiste un termine per poterlo definire".



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