La barca a vela si incaglia, ma il ‘viaggio’ continua a piedi: 71 migranti trovati a Mancaversa

Sono tutti maschi e sedicenti pachistani i migranti che sono stati ‘intercettati’ nel cuore della notte mentre tentavano di raggiungere, a piedi, Mancaversa. La barca a vela usata nel viaggio si era incagliata a Punta Pizzo.

Settantuno migranti hanno raggiunto, nel cuore della notte, le coste del Salento. Tutti maschi, probabilmente pachistani, partiti da chissà dove a bordo di una barca a vela, lunga 14 metri. Il viaggio in mare è terminato a Punta Pizzo, non lontano da Gallipoli, dove l’imbarcazione si è incagliata. Forse erano diretti in un punto più ‘sicuro’, dove sarebbero sbarcati più facilmente o forse no.

Di certo, sono stati rintracciati mentre ‘vagavano’ sulla terraferma, diretti verso le luci della città più vicine, quelle di Mancaversa, marina di Taviano.

Nonostante la tarda ora, qualcuno li ha notati lanciando l’allarme. Le lancette dell’orologio avevano da poco segnato le 4.30 quando sono cominciate ad arrivare ai numeri di emergenza le prime richieste di soccorso. Sul posto si sono precipitati, a stretto giro, i carabinieri della Compagnia di Casarano che, in effetti, hanno trovato i migranti, mentre si muovevano divisi in gruppetti.

In mare, invece, è intervenuta una squadra della locale Guardia di Finanza che ha “trovato” l’imbarcazione, trasportata poi verso il porto della Città Bella, dove è finita sotto sequestro.

Come prassi vuole, gli stranieri sono stati accompagnati presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto dove sono state avviate le procedure per l’identificazione. Sarà chiaro solo in un secondo momento se nei settantuno migranti rintracciati – dove apparentemente non ci sono minori – si nascondano anche gli scafisti.



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