Scandalo Filobus. L’ingegnere torna in libertè

Giordano Franceschini, docente universitario, dopo 18 giorni di detenzione, tra carcere e domiciliari, torna in libertà. Accolta la tesi dei difensori ‘Nessuna truffa’.

Dopo 18 giorni di detenzione torna in libertà Giordano Franceschini, il professore 45enne che ha fatto parte dell’equipe di consulenti chiamati a progettare il tanto contestato quanto odiato filobus cittadino.

Il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare che ha privato della libertà l’ingegnere perugino, condotto presso il carcere di San Nicola lo scorso 21 novembre e tornato nella sua abitazione una settimana dopo in regime di arresti domiciliari.  Il professore dopo aver appreso telefonicamente la notizia direttamente dai suoi avvocati, Andrea Sambati e David Brunelli, si è recato immediatamente nella caserma dei carabinieri perché gli venisse notificata l’ordinanza di revoca.

Un’accusa, a detta dei giudici è quindi caduta: non ci sarebbe stata nessuna truffa ai danni di Palazzo Carafa, per il giro di fatture false e denaro attorno a quell’appalto da 22 milioni di euro. Ciò comunque non esclude che si possano configurare altre ipotesi di reato soprattutto dopo l’interrogatorio in cui lo stesso Franceschini avrebbe ammesso di aver versato 186mila euro a Massimo Buonerba, all’epoca dei fatti consulente giuridico dell’allora primo cittadino, Adriana Poli Bortone.

A segnare un punto a favore della tesi difensiva vi sarebbe il fatto che il docente 45enne avrebbe percepito lo stesso importo che era stato concordato al momento della sottoscrizione dell’appalto con l’Associazione Temporanea di Imprese che ha realizzato l’impianto. Restano comunque da chiarire altre delicate questioni.  Franceschini, infatti, risponde anche dell’accusa si associazione a delinquere insieme ad altre nove persone.



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