Operazioni milionarie e investimenti sospetti, lo scandalo in Vaticano coinvolge anche Mons. Mauro Carlino

Si parla di operazioni finanziarie sospette e investimenti immobiliari con le offerte dei fedeli nello scandalo scoppiato in Vaticano. Coinvolto anche Mons. Mauro Carlino

Operazioni finanziare e immobiliari ‘sospetteì’, effettuate da alcuni uffici della Segreteria di Stato, ‘imbarazzano’ il Vaticano e gettano le basi per quello che sembra un vero e proprio scandalo all’ombra di San Pietro. Si parla di operazioni milionarie. Si parla di palazzi a Parigi e Londra, come un edificio di lusso a Sloane Square, nel cuore di uno dei quartieri più costosi della capitale dell’Inghilterra, acquistato al ‘modico’ prezzo di duecento milioni di euro.

Papa Francesco promette di voler «andare fino in fondo» e, in attesa che si faccia luce, cinque dipendenti sono stati sospesi e potranno entrare nello Stato solo «se autorizzati dalla magistratura vaticana». A rendere pubblico il documento in cui sono indicati nomi e foto è settimanale l’Espresso. Ed è impossibile non notare il volto di monsignor Mauro Carlino, considerato un ‘pezzo da novanta’ in Vaticano e da poche settimane capo dell’ufficio informazione e documentazione della Segreteria di Stato, che ha sede nel Palazzo Apostolico.

Per anni segretario personale del cardinale Angelo Becciu, attuale prefetto della Congregazione dei Santi ed ex sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, Carlino è considerato tra i prelati più influenti nella Curia romana. Era arrivato a Santa Marta, la ‘residenza’ anche di papa Bergolio, ad agosto per raccogliere il testimone lasciato da Carlo Maria Polvani, che dal 2011 guidava l’Uid.

I quattro laici finiti sotto i riflettori della magistratura vaticana, invece, sono Vincenzo Mauriello, Caterina Sansone, il direttore dell’Aif Tommaso Di Ruzza e Fabrizio Tirabassi che, tra le altre cose, si occupa dell’Obolo di San Pietro, le offerte di denaro fatte dai fedeli di tutto il mondo e inviate al Papa per essere redistribuite a sostegno della missione della Chiesa e delle opere di carità. Ma, come si legge su l’Espresso, «invece di essere spesi per i poveri, finivano ammucchiati in conti e investimenti che nel 2015, avevano raggiunto la somma record di quasi 400 milioni di euro». Ogni conto e spostamento di denaro adesso è stato messo sotto i raggi X, per vedere se le presunte ‘irregolarità’ siano in effetti crimini finanziari.

Fatto è che l’inchiesta – ancora alle prime battute – getta ombre pesanti sulla gestione finanziaria all’interno del Vaticano.



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