Slot truccate, 135 gli indagati tra titolari di bar e tabaccherie

Dopo le manette scattate ai polsi di 27 persone con accuse di vario titolo, ora gli inquirenti stanno indagando sul coinvolgimento di titolari di bar e tabaccherie che avrebbero installato le macchinette taroccate.

Associazione per delinquere di tipo mafioso, truffa ai danni dello Stato, frode informatica, esercizio di giochi d'azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravati dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e associazione per delinquere. Queste le ipotesi di reato emerse al termine delle complesse indagini dell’operazione Clean Game, posta in essere dalle Fiamme Gialle.

Ad essere raggiunti da ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP sono state 27 persone, ma ad essere coinvolti nelle attività di indagine sono stati ben 134 titolari di bar e tabaccherie sparsi per il territorio.
Hardware e software alterati per giocare d’azzardo in maniera illegale e così sono scattati i sequestri delle macchinette.

Prosegue, quindi, l’inchiesta sulle scommesse illegali e dopo gli arresti eseguiti dai finanzieri, emergono i nomi dei 135 titolari di esercizi commerciali, che avrebbero installato le slot manomesse riconducibili alle società Somec e Sio srl dei fratelli De Lorenzis.

Gestori compiacenti, quindi, secondo gli inquirenti e che oggi sono indagati con l’accusa di gioco d’azzardo, esercizio abusivo di attività di gioco.

Sigilli, quindi, a 270 macchinette videogiochi su cui gli esperti stanno effettuando tutte le analisi tecniche del caso.

Nel documento allegato tutti i nomi degli indagati così come emergono dal decreto di sequestro richiesto dal sostituto procuratore Carmen Ruggiero.



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