Più spiaggia ai lidi ma contro le norme regionali. Nei guai dipendenti del Comune e imprenditori della marina leccese

A seguito delle indagini condotte dalla Guardia Costiera di San Cataldo, è emerso che alcune concessioni demaniali erano contro le direttive regionali in materia.

Trovare un tratto di spiaggia libero in Salento inizia a diventare un’operazione più complessa di quello che si pensava fino a qualche fa. Tra ombrelloni e lettini piazzati abusivamente e lidi realizzati senza autorizzazione, a complicare il tutto anche autorizzazioni concesse dal comune in totale inosservanza delle regole. Nella giornata di ieri, 12 agosto, sono stati i militari del Nucleo della Polizia Ambientale della Guardia Costiera di San Cataldo di Lecce a deferire all’Autorità Giudiziaria due dipendenti del Comune di Lecce e due imprenditori, entrambi titolari di stabilimenti balneari a San Cataldo e a Spiaggiabella.

Le indagini

Le indagini dei militari hanno fatto luce su una situazione che certamente doveva aver insospettito la Guardia costiera. I dipendenti comunali avevano, infatti, emesso due diversi atti autorizzativi che davano la possibilità ai titolari dei lidi di occupare temporaneamente una parte più estesa di spiaggia, per un periodo di 30 giorni. Un totale di 2450 metri quadrati concessi: 880 metri quadrati al lido di San Cataldo e 1544 a Spiaggiabella, che di fatto ampliavano gli stabilimenti balneari di non poco, sottraendo questa parte di spiaggia all’uso pubblico.

Ma qualcosa non quadrava, evidentemente. A seguito delle indagini, infatti, è emersa un’incoerenza non di poco conto. Le autorizzazioni rilasciate dal Comune di Lecce erano state rilasciate in totale inosservanza delle disposizioni regionali in materia di concessioni demaniali marittime temporanee di breve periodo.

Di fatto, queste concessioni possono essere richieste solo per lo svolgimento di manifestazioni sportive, musicali, feste patronali e attività simili, pagando ovviamente un canone. Ma non sembrano essere questi i casi delle autorizzazioni rilasciate dai due dipendenti del comune di Lecce ai due imprenditori. Ora, ai responsabili è stata contesta la sussistenza dei reati di abuso in atti d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, concorso in reato continuato ed abusiva occupazione di pubblico demanio marittimo.

I nomi degli indagati

I dipendenti del Comune di Lecce indagati sono Giancarlo Pantaleo che è il responsabile dell’ Ufficio al Demanio Marittimo e Maurizio Guido il dirigente del settore Pianificazione e Sviluppo del Territorio, gare appalti e contratti. I lidi in questione sono il Pachamama di San Cataldo e il Pole Pole di Spiaggiabella.

Indagati, ovviamente, sono anche i titolari dei lidi: Giampiero Imparato del Pachamama e Andrea Caretto del Pole Pole.

Gli imprenditori rispondono soltanto dell’accusa di occupazione abusiva di pubblico demanio marittimo; i dipendenti comunali di abuso d’ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale