Truffe all’Inps e all’Agenzia delle Entrate, l’indagine tocca anche il Salento: indagati due professionisti

Ci sono anche due salentini, un 43enne di Carmiano e un 67enne leccese, nell’inchiesta della Procura di Nocera che ha ‘scoperto’ un sodalizio criminale specializzato in truffe

«Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate ai danni dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e dell’Agenzia delle Entrate». È questa l’accusa contestata a cinque persone residenti nelle tra Salerno, Benevento, Napoli e Lecce che, alle prime luci dell’alba di questa mattina, si sono ritrovate faccia a faccia con i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore.

Gli uomini in divisa hanno bussato alla porta delle loro abitazioni stringendo tra le mani un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal Gip. Un sesto indagato è al momento irreperibile, ma i militari sono già sulle sue tracce.

A finire in manette sono M.E., di Carmiano, presidente nazionale di Federaziende; C.G., di Lecce, presidente nazionale dell’E.Bi.N (Ente Bilaterale); M.P., di Casoria, Agente della Polizia Penitenziaria, gestore di fatto di Federaziende regionale Campania. E ancora S.G., di Sant’Egidio del Monte Albino, consulente del lavoro e responsabile di zona di Federaziende – Pagani; M.A., di Moiano (BN), consulente del lavoro e responsabile di zona di Federaziende – Moiano (BN);

Il piano architettato

Le indagini coordinate dalla Procura di Nocera hanno permesso di ricostruire il sodalizio criminale, composto da consulenti del lavoro, imprenditori e faccendieri che sono riusciti ad accaparrarsi cifre da capogiro. Come? Attraverso compensazioni fittizie riuscivano ad ottenere indebite erogazioni previdenziali da parte dell’Inps e crediti di imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate. In totale ricevevano indebita percezione di indennità previdenziali per oltre 2 milioni di euro.

In sintesi, quindi, i consulenti ed i legali rappresentanti di 84 ditte (anch’essi indagati), hanno dichiarato di aver anticipato fittiziamente a favore dei propri dipendenti la somma di euro 2.107.394,10, per assegni al nucleo familiare, malattia, maternità bonus Irpef 80 euro Legge n. 190/2014 (Bonus Renzi), successivamente indicata nei file uniemens (denunce mensile Inps) e sugli F24, al fine di creare un credito inesistente nei confronti dell’erario.

La somma indebitamente percepita è stata utilizzata per euro 683.228,31 per il pagamento dei contributi ai lavoratori e per estinguere altri debiti tributari e per euro 1.424.165,79 è stata devoluta a favore di Federaziende e all’ente bilaterale E.Bi.N.

Gli indagati avevano individuato una falla all’interno del sistema di controllo dell’Inps e del SISPI (Società Italiana di Servizi per la Previdenza Integrativa), società partecipata INPS.

L’adesione a Federaziende ed E.Bi.N. comportava per le società aderenti la possibilità di ottenere per i lavoratori subordinati corsi di aggiornamento e formazione relativi alla sicurezza sul lavoro. Le indagini hanno consentito di accertare che le somme devolute per tali finalità non sono mai state destinate a questo scopo.

Sotto il profilo operativo va segnalato che il sequestro preventivo e per equivalente ha riguardato 90 indagati ed ha consentito di apprendere somme di denaro quote di società e beni immobili corrispondenti al all’importo indebitamente percepito.

foto. asalerno.it



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