Truffa online, ADOC Lecce raccoglie la denuncia di un cittadino:’Non spedite soldi sul web’

Adoc Lecce racconta la storia di un cittadino rivoltosi all’associazione, vittima di truffa online, e si rivolge agli utenti consigliando:’Non spedite soldi a chiunque sul web, non date nemmeno le vostre coordinate bancarie. Chiedete sempre consigli agli esperti’.

La ricerca di una locazione conveniente può tradursi, di questi tempi, in una spiacevolissima disavventura. Per chi cerca una casa in affitto, il primo pensiero è comprare un giornale di annunci economici, sebbene i più giovani preferiscano più consultare su internet uno dei tantissimi siti. Attenzione, però. Le truffe online appaiono sempre più all’ordine del giorno. Risultano tante le denunce presentante – e molto spesso sventate – dalle forze dell’ordine locali. Anche l’associazione ADOC Lecce, in un apposito vademecum inviatoci dagli Avv. Catiuscia Quarta e Alessandro Presicce, consiglia come come individuare, e quindi evitare, una truffa che anche nel capoluogo salentino vede qualche caso.

Gli ingredienti sono quelli classici. Ecco un annuncio a Lecce, zona Mazzini, bilocale spazioso, luminoso, che sembra fare al caso. Il prezzo è buono, forse troppo. Spese correnti, condominio, tutto incluso, 360 euro al mese. Come recapito di contatto, solo un indirizzo e-mail. “Il nostro ipotetico consumatore scrive subito all'indirizzo – si legge nella nota pervenutaci in redazione – e risponde cortesemente un signore che dice di abitare ad Atene e si qualifica come il proprietario di quell'appartamento, acquistato anni fa per consentire alla figlia di poter frequentare l'università a Lecce, ma ormai inutilizzato dopo la laurea di quest'ultima”. “Egli è certamente ben felice di concedere l'affitto – prosegue – ma, vivendo ad Atene, non vuole rischiare quello che – racconta – gli è successo con l'ultima persona che lo aveva contattato, per il quale ha perso due giorni di lavoro e due viaggi dalla Grecia, per poi avere la sorpresa che l'interessato non si era presentato all'appuntamento!”

Ma il consumatore ha necessità dell'appartamento. Così, “il nostro fantomatico “proprietario”, dopo essersi informato con qualche rapido scambio di battute con chi ha a che fare e sulla serietà delle sue motivazioni, offre una soluzione: se egli riceverà il bonifico pari due mensilità spedirà il contratto e le chiavi ad Airbnb, un sito molto conosciuto e serio, incaricando i suoi operatori di accompagnare l'interessato per la visita”. Dice pure che “solo in caso di gradimento dell'appartamento e quindi di conclusione dell'affare, il bonifico sarà incamerato; in caso contrario sarà restituito direttamente attraverso Airbnb”. Sta di fatto, però, che su Airbnb l'appartamento non risulta, e il malcapitato se ne accorge subito. Il truffatore ovviamente dice di averlo tolto dalla “visibilità” perché era subissato di offerte.

E qui finisce la disavventura del cittadino che, a questo punto, avendo avuto saggiamente il dubbio di trovarsi dinanzi ad una truffa, si è subito rivolto ad Adoc, che ora sta provvedendo a sporgere denuncia. Di certo, infatti, il sito citato, che – è bene precisarlo – nulla ovviamente ha a che fare con questa truffa, non possiede “operatori” che accompagnano le persone a visionare gli appartamenti. Ma a parte questa circostanza, bisogna ammetterlo, la storia messa in piedi da questo truffatore era abbastanza plausibile.

“Riteniamo che raccontare questa storia possa essere utile ad evitare questo tipo di truffa. Adoc esorta i cittadini a non spedire denaro o comunque a dare credenziali bancarie a chicchessia su internet e a rivolgersi con fiducia, anche solo per un consiglio o un parere, agli sportelli delle associazioni per i diritti dei consumatori della città”.

Quello dell'Adoc è in via Pietro Palumbo, n. 2 aperto dal lunedì al venerdì dalle 11,30 alle 13,00, email: [email protected]



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