Truffe online. Oggetti venduti e mai consegnati: in tre nei guai

Un Iphone messo in vendita per 300 euro e una videocamera per 200. Oggetti pagati ma mai consegnati. A finire nei guai sono tre persone una coppia della provincia di Teramo ed un giovane della provincia di Brindisi

Il modus operandi è sempre lo stesso, non cambia quasi mai: cellulari, smartphone, macchine fotografiche di ultima generazione sono messi in vendita sui classici e ormai conosciutissimi siti di compravendite online a prezzi convenienti. Abbastanza convenienti da risultare vantaggiosi ma non troppo da sembrare stracciati e dunque destare sospetti. Trovato l’acquirente e concluso l’affare, sempre tramite mail (o messaggi privati), si passa al pagamento della merce in anticipo con accredito su carte prepagate. Merce che non verrà mai spedita. Poi il venditore sparisce nel nulla, assieme alla sua casella di posta elettronica, al suo profilo sul sito online e soprattutto ai soldi.
 
Quello delle truffe online è un fenomeno che sta prendendo piede nell’ultimo periodo, che si sta diffondendo a macchia d’olio tanto che su internet si moltiplicano, di pari passo agli episodi denunciati, i consigli e le raccomandazioni onde evitare di incappare in situazioni simili. Nonostante ciò capita di credere di aver concluso un affare e ogni giorno sono centinaia i casi registrati come quelli scoperti, nelle scorse ore, dai carabinieri delle Stazioni di Sannicola e Gallipoli. I primi hanno ricevuto una denuncia per la finta vendita di una videocamera per duecento euro, mentre i secondi per un iPhone per trecento euro.

Immediatamente sono state avviate le indagini per identificare i responsabili degli episodi e tutelare i cittadini. È “bastato” andare a ritroso tra i contatti e le mail, confrontarle con i dati ottenuti dai siti di compravendite online ed i dati delle carte prepagate. Conclusione? Tre persone sono state denunciate in stato di libertà.

I “truffatori” sono una coppia della provincia di Teramo ed un giovane della provincia di Brindisi. Tutti e tre dovranno rispondere del reato di truffa aggravata.