Uccise rapinatore, condannato a 14 anni un vigilante

Una guardia giurata di Torchiarolo è¨ stato condannato in primo grado per aver ucciso il 24 gennaio del 2007, Marco Tedesco, un uomo che insieme ad alcuni complici stava rapinando una stazione di servizio.

Il 24 gennaio 2007 uccise Marco Tedesco che, insieme ad alcuni complici, stava rapinando una stazione di servizio. Oggi è arrivata la condanna in primo grado per Crocefisso Martina, una guardia giurata di Torchiarolo che all'epoca era in servizio a Campi Salentina.

I giudici della Corte d’Assise di Lecce hanno inflitto una condanna di 14 anni di reclusione a Crocefisso Martina, la guardia giurata di Torchiarolo, accusato di avere ucciso Marco Tedesco, all’epoca dei fatti 28enne, il 24 gennaio 2007, sorpreso dal vigilante mentre, insieme a tre complici, stava compiendo una rapina nella stazione di carburanti Q8 sulla superstrada tra Lecce e Brindisi, all’ altezza dello svincolo per Campi Salentina.

E' stata accolta la richiesta dell’accusa, sostenuta dal Pm Carmen Ruggiero, che aveva chiesto 14 anni. Inizialmente Martina era accusato di omicidio colposo ed eccesso di difesa ma poi il giudice monocratico di Campi salentina, Stefano Sernia, aveva inviato gli atti nuovamente alla Procura per riformulare l'accusa in omicidio volontario. Martina, che ha sempre sostenuto di aver sparato perché i malfattori erano armati, anche se la presunta arma non venne mai trovata, quella sera intervenne insieme con una seconda guardia giurata, Francesco Colofeo, di Lecce, che è stato prosciolto.

Come spesso accade, però, si tratta solo del primo grado di giudizio. La difesa, infatti, ricorrerà in appello. Il legale dell’imputato, l’avvocato Antonio Savoia, ha sempre sostenuto con certezza l’assoluta innocenza del vigilante e aveva invocato l’assoluzione per il suo assistito. Una tesi che secondo l’avvocato si fonda su solide basi.

L’inattendibilità dei testi, l’impossibilità di stabilire quale fu l’arma da cui fu esploso il proiettile che uccise la vittima, la mancanza di alcuna verifica sulla seconda auto, la possibilità che Tedesco fosse all’esterno dell’autovettura, la convinzione assoluta che l’imputato sparò in aria a scopo intimidatorio e la possibilità che il colpo mortale sia stato esploso da un’arma in uso ai malfattori. Queste sono le basi su cui poggerà la tesi difensiva.  



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