Vende on line cellulari che non giungono a destinazione. Denunciato per truffa 43enne di Bergamo

Vittima un giovane idruntino che navigando su internet aveva notato l’offerta per l’acquisto dei telefonini. Una volta pagato l’importo pattuito la merce non è arrivata a destinazione. Le indagini per risalire al venditore a opera della Polizia di Otranto

Tutto parte dalla denuncia fatta circa un mese da un giovane di Otranto che aveva segnalato, presso gli uffici della Polizia di Stato della “Città dei Martiri” che, navigando su internet e visitando un sito specializzato nelle vendite online, aveva notato un annuncio relativo alla vendita di quattro telefoni cellulari del tipo “Galaxi S6 Edge” al costo di 120,00 euro cadauno.
 
Allettato dall’annuncio il ragazzo aveva contattato, tramite un messaggio sul sito, il venditore, al quale aveva domandato “se avesse a disposizione un telefono di colore gold”.
 
Nel corso della stessa giornata, il denunciante aveva ricevuto sulla propria e-mail la risposta affermativa, con la richiesta di contattare telefonicamente il venditore, anche mediante “Whatsapp” a un numero di cellulare.
 
Effettivamente utilizzando il numero di rete mobile, il giovane idruntino, raggiungeva l’accordo per la vendita e riceveva, altresì, una foto dei telefonini in oggetto; quindi, a questo punto, versava sul codice IBAN fornito dal venditore, intestato a P. R., la somma pattuita di 480,00 euro per l’acquisto dei quattro dispositivi mobile “Galaxi S6 Edge”.
 
Dopo una inutile ed estenuante attesa, protrattasi per diversi giorni, della merce, che sarebbe dovuta giungere tramite corriere espresso e appurato che i codici di spedizione per tracciare l’ordine risultavano inesistenti, l’acquirente si convinceva di essere stato vittima di una truffa.
 
A seguito della denuncia gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Otranto, hanno avviato gli immediati accertamenti che hanno consentito di individuare il responsabile della presunta truffa nella persona di P. R., 43enne, nato a Monza, ma residente in provincia di Bergamo, appurando altresì che per effettuare l’operazione era stato utilizzato il conto dove erano stato versato il denaro, chiuso pochi giorni dopo il bonifico.
 

Il presunto truffatore annovera altri precedenti analoghi per aver consumato lo stesso tipo di reato tra il mese di settembre e quello di ottobre nelle provincie di Rovigo, Milano, Cremona e Trento.



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