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Vito Fazzi, quale sicurezza in corsia? Primario malmenato per una risonanza negata

by Redazione
23 Agosto 2017 20:56
in Cronaca
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Si ripropone periodicamente la stessa storia. Nei reparti e in corsia presso la struttura ospedaliera leccese, gli operatori sanitari si trovano a lavorare senza nessuno che controlli il via vai  di persone che circolano dentro e fuori. Per non parlare dei pazienti che spesso si trovano a dover discutere con questo o quel venditore di fiori.

I vigilantes che sarebbero deputati alla sicurezza, sono ristretti in tempi part time a causa dell’ annosa situazione relativa agli appalti di vigilanza Asl Lecce. Quindi, chi vuole può entrare e uscire a piacimento in determinati orari. E questo problema si riscontra in tutti i reparti del Fazzi, nessuno escluso.

La vicenda che rimbalza agli onori della cronaca oggi, si è verificata sabato mattina quando un uomo non meglio identificato si è recato nel reparto di Neuroradiologia chiedendo una risonanza magnetica a causa di tremendi mal di testa. Qui, a causa delle insistenze, è stato condotto dal primario, il dott. Lupo, il quale ha spiegato che la richiesta doveva innanzitutto passare dal Pronto soccorso da cui eventualmente sarebbe partita la richiesta di una Tac.

Niente risonanza, quindi, la procedura non lo prevede. L’uomo, così, sentendo che per quanto chiedeva avrebbe dovuto rivolgersi ad una struttura privata, è andato su tutte le furie e ha preso a schiaffi il medico. La furia è stata tale che il primario è finito al Pronto soccorso, mentre il “paziente” su di giri è scappato via senza che nessuno lo fermasse.

Vero è che gli utenti si sentono spesso vessati a causa di una Sanità che fa acqua da tutte le parti e spesso non risponde come dovrebbe alle richieste, ma da qui a prendere a schiaffi un medico, ce ne passa. Soprattutto se poi ci sono delle procedure da seguire.

Non è la prima volta che episodi di questo genere accadono in corsia. Anche senza arrivare ai gesti estremi in cui i medici arrivano a perdere la vita per mano di pazienti totalmente fuori di sé, come nel caso che ha fatto scalpore dell’omicidio di Paola Labriola, psicologa presso il Centro di Salute Mentale di Bari.

Tags: aggressioni
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