Giornata della Terra, il mondo in campo per proteggere il pianeta

L’Earth Day, la Giornata mondiale della Terra, coinvolge ogni anno un miliardo di persone in centinaia paesi sparsi nel mondo

22 aprile. Un mese e un giorno dopo la primavera. Era questa la data scelta per festeggiare la Giornata mondiale della Terra (Earth Day), ventiquattro ore per fermarsi a riflettere, per ricordare che il nostro pianeta è unico e va protetto.

Tutti oggi ne parlano. L’evento green che mobilita un miliardo di persone e tocca centinaia di paesi diversi è più che mai attuale. Eppure affonda le sue radici nel lontano 1970, più di mezzo secolo fa, quando il senatore ambientalista Gaylord Nelson decise di accendere i riflettori sull’importanza della tutela dell’ambiente. Per ‘catturare’ l’attenzione dell’opinione pubblica organizzò un “teach-in” riuscendo a coinvolgere Robert Kennedy e alcuni movimenti studenteschi che, in quegli anni, si erano mobilitati per protestare contro la guerra in Vietnam.

In realtà tocca fare ancora un passo indietro. Il 1969 fu segnato da un disastro ambientale, causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil, al largo di Santa Barbara, in California. L’attivista per la pace, John McConnell, durante una conferenza a San Francisco, propose di istituire una giornata per onorare la Terra e celebrare la pace nel giorno dell’equinozio di primavera. Fu allora che Nelson capì che i tempi erano maturi per portare la questione ecologista all’attenzione del mondo politico. A differenza dell’iniziativa di marzo, quella del senatore democratico chiamava all’azione. Il successo della prima manifestazione fu, quasi, inaspettato. Certo è che risuonano ancora le parole di Nelson.

In un celebre discorso, divenuto il manifesto dell’Earth Day, dichiarò: «Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto a un ambiente sano, equilibrato e sostenibile».



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