Il Castello angioino di Copertino fa da cornice al Festival internazionale delle Arti

La manifestazione giunge alla sua IV edizione e vede come direttori artistici i maestri Peppe Vessicchio e Salvatore Cordella. L’arte è protagonista in tutte le sue forme di bellezza e sarà regina negli eventi da calendario.

Prende il via la IV Edizione del Festival Internazionale delle Arti, manifestazione artistico-culturale che si propone di mettere in scena le principali arti figurative nella cornice degli splendidi borghi salentini. L'evento, curato dalla direzione artistica dei maestri Peppe Vessicchio e Salvatore Cordella, si svolgerà presso il Castello Angioino di Copertino con iniziative ed eventi focalizzati sulle tre espressioni più tradizionali dell'arte (la musica, l'arte figurativa e la lirica), accompagnate da altre performances collaterali (prosa, danza, light design) e da una Conferenza in Arte.
 
"L’idea del Festival nasce nel marzo 2012 – dichiara Salvatore Cordella – quando, con un gruppo di amici ed artisti conterranei, ho fondato l’associazione International Arts Company, allo scopo di promuovere l’arte, in tutte le sue forme e manifestazioni, con una nuova visione armonica e biosostenibile della vita, del benessere, della salute, dell'ambiente. Decidemmo, a tal proposito, di farci fautori di iniziative culturali atte ad attingere dalle eccellenze artistiche del panorama nazionale ed internazionale e, nel contempo, a valorizzare l’immenso patrimonio architettonico e produttivo del territorio salentino".
 
Si partirà sabato 11 Luglio con “Night of dreams”, Gran Galà Lirico – Il Belcanto nel Belpaese. Una serata in cui si esalteranno tutte le espressioni di questa forma d’arte: il sacro, il profano, il virtuosismo giocoso, il misticismo più elevato. Dal palcoscenico le voci dei Maestri Salvatore Cordella (Tenore), Giacinta Nicotra (Soprano), Antonella Colaianni (Mezzosoprano), Marco Severin (Baritono) saranno accompagnate dai musicisti del Sesto Armonico Ensemble diretti dal Mo Sergio La Stella. All’interno della stessa serata verrà conferito il premio “Germogli d’Arte” a due giovani talenti della lirica, Antonio Di Matteo (Basso) e Shin Siu (Soprano). Un premio istituito per rendere merito alle stelle nascenti della lirica, con l’augurio che il germoglio del loro talento diventi sempre più rigoglioso e produttivo.
 
Si continua il 14 Luglio con la compagnia teatrale salentina “La Calandra” che andrà in scena con “Sakara”, di Donato Chiarello. Un atto d’amore per il teatro che ripercorrerà un salto temporale di cinque secoli, ai tempi dei Turchi nel Salento. Ad esaltare il tutto le musiche della etno-ensemble Khaossia e le performances dei visual artists Hermes Mangialardo, Piero Schirinzi e Andrea Raho.
 
Il 15 Luglio sarà la volta della Conferenza in Arte “Cantami Albero”. La conferenza sarà in modalità dialogica ed artistica. Interverranno, tra gli altri, Angelo Carlo Licci, medico omeopata, esperto in medicina naturale; Salvatore Colazzo, docente di Pedagogia Sperimentale; Peppe Vessicchio, direttore d’orchestra e arrangiatore, nonché condirettore artistico del Festival; Johan Linton, designer, docente e ricercatore presso l’Università di Goteborg; Angela Serafino, arte terapeuta. A seguire, il Mo Scipione Sangiovanni, al quale verrà conferito il Premio Internazionale delle Arti, eseguirà “Le quattro stagioni”, di Antonio Vivaldi, in una originalissima trascrizione per pianoforte, quartetto d'archi e fisarmonica, la cui direzione è affidata al Mo Peppe Vessicchio, come prima esecuzione mondiale.
 
Conclude la manifestazione il 18 Luglio “Lettere da Napoli”, un omaggio alla poetica partenopea. Un viaggio musicale che va dall’Ottocento all’immediato dopoguerra decantato dalle voci di Salvatore Cordella, Giacinta Nicotra, Emanuela Loffredo, Francesco Castiglia, accompagnati dal Sesto Armonico Ensemble. Gli arrangiamenti della serata sono curati dai Maestri Peppe Vessicchio, Maurizio Pica e Pino Perris.
 
"Il filo conduttore sarà l’eccellenza – conclude Cordella – in ogni forma d’arte che troverà espressione sul palcoscenico del Festival. Nietzsche diceva: “Abbiamo l’arte per non dover morire di verità” per cui il pubblico non deve sentirsi obbligato a venire a vedere il Festival, ma il pubblico sceglie. L’arte non costringe, l’arte è un approdo per chi vuole cogliere il senso del vivere"

 



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