Festival di Sanremo, comincia il conto alla rovescia

Manca poco all’edizione numero 76 dello storico Festival di Sanremo, la kermesse che ha fatto la storia della musica italiana. Ecco l’elenco di tutti i cantanti in gara

Nessuno avrebbe mai pensato che quello show, nato in un freddo lunedì sera senza neanche troppe pretese, sarebbe diventato uno degli appuntamenti più attesi dagli italiani, un po’ come i mondiali di calcio. Era il 29 gennaio 1951 quando iniziò la storia del Festival di Sanremo, la kermesse canora per eccellenza a cui nessuno, volenti o nolenti, può rinunciare.

Certo, dalla prima edizione di strada ne ha fatta tanta. Ha cambiato location, pubblico e soprattutto format. E da colonna sonora di un’Italia canterina che, dopo la guerra, si affacciava alla modernità, con il sole in fronte e la voglia di fischiettare è diventato un evento commerciale, trasmesso in ‘mondovisione’. C’è chi lo ama, chi lo odia, chi lo aspetta solo per criticarlo, ma è senza dubbio uno degli appuntamenti fissi dell’inverno italiano con le sue immancabili polemiche, le canzoni, gli ospiti e i cachet.

La storia del Festival di Sanremo

La formula era diversa da quella a cui siamo abituati. Tre serate presentate da Nunzio Filogamo live dal salone delle feste del Casinò municipale. 20 canzoni, tutte affidate all’interpretazione di Nilla Pizzi (che vinse con Grazie dei fior), Achille Togliani e al duo Fasano. Il pubblico, per assistere allo spettacolo, seduto ai tavolini del bar, doveva pagare un biglietto di 500 lire. Non andò benissimo, ma qualcosa stava cambiando. Due anni dopo la stampa iniziò ad interessarsi del fenomeno e anche la Rai pensò ad diretta televisiva, in ‘seconda serata’. Una prima svolta arriva nel 1958 grazie a Mr Volare. Domenico Modugno in coppia con Gionni Dorelli intona «Nel blu dipinto di blu» e da quel momento niente fu più lo stesso. Cantanti e canzoni, edizione dopo edizione, hanno scritto pagine importanti della storia della musica italiana.

70 anni e passa dopo, la musica continua ancora ad essere protagonista. Certo i tempi sono cambiati, i brani hanno assunto sonorità meno ‘orecchiabili’, gli artisti storici hanno dovuto far spazio ai giovani usciti dai talent ma, come recita lo storico slogan, «Sanremo è Sanremo», da sempre.

Fenomeno di costume, specchio di un’Italia che cresce e che cambia, fonte inesauribile di brani diventate veri e propri simboli, ma anche di polemiche spicciole o fondate, di dietrologie e pettegolezzi, di moda e tendenze.
 
Tutto ciò che ruota intorno e dietro quel palco così ambito per qualunque artista in cerca di notorietà è diventato parte integrante del Festival stesso, ma chi pensa che sia una “cosa nuova” si sbaglia.

Le polemiche al Festival di Sanremo sono sempre state di casa. Sembrano ancora attuali le parole di delusione e amarezza di Claudio Villa pronunciate nel lontano 1982, subito dopo l’eliminazione dalla gara del suo brano «Facciamo la pace».

L’episodio più drammatico resta quello della morte di Luigi Tenco. La sua Ciao, Amore Ciao, cantata in coppia con Dalida, fu eliminata con 38 voti su 900. Dopo l’esibizione, la bella francese trovò il cadavere di Tenco nella camera 219 dell’hotel Savoy. Suicidio con un colpo di pistola alla tempia recita la versione ufficiale. Eppure, c’è chi ancora è convinto, che il cantautore sia stato ucciso.

Anche quest’anno il cliché sarà lo stesso. Perché il segreto del successo del Festival sta proprio in questo: far discutere, parlare, appassionarsi. E così, 365 giorni dopo, ci ritroviamo a dire e a rifare le stesse cose. Polemizzare sui compensi, chiedersi chi vestirà i protagonisti, domandarsi quali canzoni riusciranno a sfondare e quali «saranno solo canzonette».

I cantanti in gara al Festival di Sanremo

Quando Carlo Conti, conduttore e direttore artistico, ha svelato i cantanti in gara molti sono rimasti sorpresi. Tanti i generi, tanti i nomi che abbracciano un pubblico diverso. Accanto ai volti storici tante le novità di questa edizione numero 76:

  • Arisa – Magica favola
  • Bambole di pezza – Resta con me (Un tocco punk-rock femminile in lista).
  • Chiello – Ti penso sempre
  • Dargen D’Amico – Ai ai
  • Ditonellapiaga – Che fastidio! (Torna dopo il successo di “Chimica” del 2022).
  • Eddie Brock – Avvoltoi (Debutto assoluto per l’artista romano).
  • Elettra Lamborghini – Voilà (Ritorno al pop dopo la partecipazione del 2020).
  • Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
  • Ermal Meta – Stella stellina
  • Fedez e Masini – Male necessario (Un’inedita accoppiata che unisce pop-rap e melodia italiana).
  • Francesco Renga – Il meglio di me
  • Fulminacci – Stupida sfortuna
  • J-Ax – Italia Starter Pack (Titolo ironico in pieno stile Ax).
  • LDA e AKA 7even – Poesie clandestine (Due pesi massimi dei talent Amici insieme).
  • Leo Gassmann – Naturale
  • Levante – Sei tu
  • Luchè – Labirinto (Il rapper napoletano al suo esordio sul palco).
  • Malika Ayane – Animali notturni
  • Mara Sattei – Le cose che non sai di me
  • Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta (Rappresentanza del mondo indie-alternative).
  • Michele Bravi – Prima o poi
  • Nayt – Prima che (Esordio molto atteso per il rapper tecnico della scena romana).
  • Patty Pravo – Opera (La “diva” torna a calcare le scene con la sua firma inconfondibile).
  • Raf – Ora e per sempre (Un grande ritorno a distanza di anni dall’ultima partecipazione).
  • Sal Da Vinci – Per sempre sì
  • Samurai Jay – Ossessione (Altro debutto per la nuova scena urban napoletana).
  • Sayf – Tu mi piaci tanto
  • Serena Brancale – Qui con me (Nota per il suo stile jazz-soul e il tormentone “Baccalà”).
  • Tommaso Paradiso – I romantici (Prima volta da solista in gara, dopo i successi con i Thegiornalisti).
  • Tredici Pietro – Uomo che cade (Figlio d’arte, porta una ventata di rap introspettivo).

Non resta che aspettare martedì 24 febbraio quando all’Ariston si accenderanno i riflettori di un viaggio che accompagnerà gli italiani fino a sabato 28 febbraio, serata della finale.



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