L’orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento porta in scena il “Manfred” di Carmelo Bene

L’opera è stata eseguita al Teatro Apollo di Lecce e nella Chiesa Madre di Campi Salentina, in occasione dell’apertura della Città del Libro 2017.

Sfida superata per l’Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento diretta da Daniele Belardinelli: il “Manfred” di Carmelo Bene è andato in scena al Teatro Apollo di Lecce e nella Chiesa Madre di Campi Salentina, in occasione dell’apertura della Città del Libro 2017.

A ottant’anni dalla nascita del genio salentino, “Manfred” è un progetto voluto dalla Regione Puglia:

«Ascoltare OLES mettere in scena il Manfred di Byron con la voce di Bene sarà come tornare indietro nel tempo, a quel lontano 1978. Sarà come vederlo lì, sul palco, con quel suo solito fare schivo e maledetto ma di una maledizione che meraviglia, stupisce, incanta», dichiara Loredana Capone, Assessore all’Industria culturale e turistica della Regione Puglia.

Lord Byron scrisse “Manfred” nel 1817 e Robert Schumann, compose le musiche per il dramma nel 1848, non per essere rappresentato a teatro. Nacque una partitura con un’ouverture e 15 numeri suddivisi in 3 parti con 8 melologhi (dove cioè il testo è recitato su un accompagnamento musicale), 4 cori, 2 brani vocali ed un intermezzo strumentale. La prima esecuzione, diretta da Franz Liszt, fu al teatro di Corte di Weimar il 13 giugno 1852.

Esecuzione potente e profonda con picchi lirici di intensa cromia, l’opera fu rielaborata, tradotta ed interpretata da Carmelo Bene e il suo “Manfred” ottenne il successo teatrale nel 1978 alla Scala, per poi essere eseguito l’anno successivo con l’orchestra del Comunale di Bologna e ritornare nuovamente nel tempio scaligero l’ottobre 1980.

A Lecce una serata intensa, articolata tra il poema musicale sinfonico, romantico, eseguito mirabilmente dalla OLES, e la recitazione profonda, funambola, ora metafisica ora fusa con parole sotterranee, picchi verticistici e improvvise abluzioni fonetiche: Carmelo Bene  è stato in scena con la sua voce recitante attraverso incursioni di virile potenza e struggente malinconia, monologhi di energica profondità alternati a dialoghi colmi di interrogativi.

L’attrice Carla Guido, ha recitato brillantemente con l’emozione di essere in scena con Bene in quella che era la parte di Lydia Mancinelli.Sul palco, assieme all’orchestra, si sono esibiti Silvia Susan Rosato Franchini (soprano), Maria Scogna (mezzosoprano), Federico Buttazzo (tenore), Carlo Provenzano, Giorgio Schipa, Graziano De Pace e Aldo Orlando (bassi/baritoni), il Coro Opera in Puglia diretto da Emanuela Aymone.

Non si può non concordare con l’affermazione che Alessandro Taverna ha scritto su Manfred “Si capisce allora che Carmelo Bene non aveva torto quando formulava l’idea di un Manfred liberato di scene, costumi, luci. Non più messa in scena, ma abbagliante messa in voce. Sortilegio sonoro. Estatico altarino musicale. E poi la voce di Bene lanciata nei più deliranti funambolismi, a dileguarsi nel silenzio e perdersi fra gli spiriti, martellando le sillabe in uno staccato velocissimo o amplificando nel fortissimo che annuncia l’ingresso di Arimane. Ha saputo condividere l’instabilità schumanniana, l’immagine acustica dello sfinimento”.



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