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“Fate solo ciò che vi incanta”, al Museo Castromediano la mostra “Verri Antonio Leonardo. Una stupenda generazione”

by Adele Errico
13 Novembre 2021 8:28
in Cultura & Spettacoli
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“Per questo sapeva volare, lui che era di radici scure e di grandi mani. E noi ad arrancare a quote basse, per non perderlo di vista, capaci – per questo – anche di piccoli inganni e di risibili insolenze. In realtà ci metteva a nudo, curli spogliati della corda timoniera nei lanci del cerchio vitale volitivo volante. Ammarato, ora, dopo l’ultimo volo, solo suo, in un cielo irto di ulivi. Un grido rosso, e di notte, ci ha trafitto il costato, le parole sono fiotti gutturali che tornano a giorni e luoghi come facce di dadi bianchi, il numero vincente è sogno, si possono scrivere solo lettere per l’altra riva. Maledetti amici suoi: dobbiamo tornare a noi stessi, allo scirocco delle nostre accademie, alle parentesi chiuse. Perché non fermenta più il pane sotto la neve”.

Le parole di Aldo Bello su Antonio Verri, in un articolo per “SudPuglia” apparso nel giugno del 1993 dopo la morte di Verri, raccontano il dolore di chi lo ha conosciuto, di chi, trafitto dalla sua perdita, doveva andare avanti senza di lui. Lui, che nelle foto in bianco e nero che gli scattava l’amico Fernando Bevilacqua, appare alto e barbuto e in una delle foto, avvolto in un cappotto bianco, stringe, con le mani grandi, il “Quotidiano dei poeti”. Lui, che nel viso barbuto e nello “sguardo perduto”, come scrive Rossano Astremo in “Con gli occhi al cielo aspetto la neve” (Manni 2010) celava lo stupore che solo i bambini hanno e che solo i poeti mantengono intatto. Lui era Antonio Leonardo Verri ed era un “fabbricante di armonia”. Era un sognatore, era tra i pochi fortunati che non hanno “mai svenduto lo stupore di un tempo”, come recita il suo manifesto poetico “Fate fogli di poesia, poeti”. Perché per Antonio Verri la poesia era un modo per dare forma alla sua utopia, un’utopia fatta di parole, era un modo per disegnare la geografia di un mondo che “gli solleticava i piedi”, scrive Astremo e, nelle notti seduto davanti alla macchina da scrivere, Verri realizzava quel mondo e quell’utopia. Nella sua opera – si ricordano “Il pane sotto la neve”, “Il fabbricante di armonia: Antonio Galateo”, “La Betissa”,”I trofei della città di Guisnes”, “Il naviglio innocente”, “Bucherer l’orologiaio” – la tradizione incontra la novità, nei suoi fogli di poesia culture marginali e non accademiche esplodono in una scrittura immaginifica e visionaria. Caprarica di Lecce, luogo delle sue origini, diviene “patria culturale” e “luogo dell’anima”, punto di partenza per i suoi voli e centro di una rete di relazioni e contatti che stabilisce con artisti, scrittori e poeti da tutto il mondo. Verri è stato uno degli intellettuali salentini più importanti nel periodo compreso fra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, promotore di riviste quali “Caffè Greco”, “Pensionante de’ Saraceni”, “Corriere internazionale”, “Il quotidiano dei poeti”, “Ballyhoo”, è stato il primo scrittore a introdurre nella letteratura salentina le istanze del postmodernismo, con l’obiettivo di far interagire la tradizione letteraria locale con i più vitali fermenti culturali dell’epoca.

Con “Una stupenda generazione”, titolo di un paradigmatico testo pubblicato nel 1988 su “Sud Puglia”, Antonio Verri traccia la prima (e forse unica) ricognizione militante dell’arte contemporanea in Terra d’Otranto tra gli anni Settanta e Ottanta. Nel suo progettare “contenitori di esperienze” aperti (riviste, mostre, “banchi letterari”, iniziative editoriali) e nel suo resistere alla soggezione dell’essere in “provincia”, osa relazioni ampie, regionali, nazionali e internazionali.

Per commemorare l’uomo e il poeta, sabato, 13 novembre 2021, alle ore 18.00, presso il Museo Castromediano di Lecce, sarà inaugurata la mostra “Verri Antonio Leonardo. Una stupenda generazione”. Fino al 15 aprile 2022, la mostra accoglierà testi e figure dell’immaginario verriano.  La mostra è un omaggio che l’Associazione Culturale Fondo Verri, in collaborazione con il Polo Biblio-Museale di Lecce e con il Teatro Pubblico Pugliese – con il supporto realizzativo di Bigsur e di EduVita, delle Amministrazioni Comunali di Lecce, di Caprarica di Lecce, Cursi, Sternatia e con il patrocinio della Fondazione Notte della Taranta – rivolge al poeta. Il progetto è approvato dal Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito del “Piano straordinario di sostegno alla Cultura, denominato “Custodiamo la cultura in Puglia” della Regione Puglia. L’iniziativa prevede due atti. Il primo è appunto la mostra di strada, lungo il muro di cinta del Museo Sigismondo Castromediano, che include nella rappresentazione dell’opera di Antonio Verri anche la provocazione del “fate fogli di poesia” che saranno affissi sulle plance pubblicitarie cittadine.  Nel mese di gennaio – in concomitanza con la presentazione del catalogo della mostra, curato da Simone Giorgino, Mauro Marino, Lorenzo Madaro e Brizia Minerva – il secondo atto prevede la presentazione, negli spazi del Convitto Palmieri, di un volume dedicato alla produzione editoriale di Antonio L. Verri. Nel volume ci saranno i contributi di Luigi De Luca, Simone Giorgino, Mauro Marino, Mario Desiati, Fernando Bevilacqua, Antonio Errico, Carolina Tundo, Brizia Minerva, Lorenzo Madaro, Marco Spinelli, Francesco Aprile, Eugenio Imbriani, Fabio Tolledi, Rossano Astremo, Salvatore Colazzo, Irene Bevilacqua, Maurizio Nocera, Maurizio Toraldo, Vittorino Curci, Lino Angiuli, Marilena Cataldini e Silvia Cazzato.

Con “Verri Antonio Leonardo. Una stupenda generazione”, sarà possibile muovere passi nel mondo verriano, ricordarlo per chi lo ha amato, conoscere la sua opera per chi non lo abbia ancora fatto. Certo, lui non può più portare la cultura in strada e non può più distribuire i suoi fogli di poesia fuori dalle università, ma con questa mostra si mantiene viva la memoria, lo scorrere incessante della sua passione, della sua e di quella sua “stupenda generazione”.

Tags: mostremuseo-sigismondo-castromediano
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