“Ti racconto l’opera: TOSCA”, all’Ex Convento dei Teatini in scena un omaggio all’opera di Puccini

L’evento si svolgerà all’interno del chiostro il 28 giugno e prevede una serie di eventi preparatori, come le guide all’ascolto a cura del critico Eraldo Martucci 15, 18 giugno e 21 giugno.

“Ti racconto l’opera: TOSCA”. Giovedì 28 giugno alle 21.15 nel Chiostro dell’ex Convento dei Teatini di Lecce, lo spettacolo finale concluderà il progetto dedicato alla celebre opera di Puccini, organizzato dall’Associazione musicale Coro Lirico di Lecce con il contributo della Regione Puglia (Programma Straordinario 2017 in materia di Spettacolo). Protagonisti saranno alcune voci narranti, i cantanti solisti, il Coro diretto da Emanuela Di Pietro e quello di voci bianche guidato da Vincenza Baglivo, tutti accompagnati al pianoforte da Valerio De Giorgi. Regista della serata sarà Rosangela Giurgola.

Il progetto prevede una serie di eventi preparatori, come le guide all’ascolto (ad ingresso libero) a cura del critico musicale Eraldo Martucci. Il primo appuntamento sarà alla Libreria Adriatica venerdì 15 giugno alle 19; il secondo alla Libreria Palmieri lunedì 18 giugno alle 19; ed il terzo giovedì 21 giugno alle 19.30 all’ex Conservatorio Sant’Anna.

“Ti racconto l’opera: TOSCA” è un progetto originale (ideazione: Linda Coclite; progettazione e direzione organizzativa: Giuseppe Laraia e Linda Coclite; direzione artistica: Emanuela Di Pietro) che prevede una lettura parallela tra il dramma “La Tosca” di Victorien Sardou, arrivato a vertici di notevole popolarità in tutta Europa grazie anche alla magistrale interpretazione dalla grande attrice Sarah Bernhardt e il celeberrimo capolavoro che Puccini scrisse all’inizio del ‘900 traendo l’ispirazione proprio dalla novella citata.

Potenza della musica dell’opera più “romana” mai scritta: nella “Tosca” di Puccini, infatti, l’elemento fondamentale è costituito dalla perfetta descrizione della Roma papalina del primo’800, protagonista degli intrecci narrativi e paesaggistici, in cui muovono i protagonisti della trama narrativa. Con quarantatré repliche in due anni, in teatri italiani e esteri, “Tosca” disorientò una parte della critica, anche perché, si scrisse più tardi, Puccini era incorso in un verismo sfrenato o addirittura nel grand-guignol, un genere teatrale che porta alle estreme conseguenze la formula naturalista-verista della cosiddetta tranche de vie e la sfruttava inscenando torture e delitti d’ogni genere.

Si dovettero attendere un bel po’ di anni per arrivare ad una piena rivalutazione anche in sede critica del capolavoro, sottolineando le componenti moderne della scrittura di una musica che, come in nessun’ altra opera di Puccini, raggiunge i più alti gradi di voluttuosità e di erotismo, sia nelle espansioni vocali che negli abbandoni orchestrali. Il pubblico l’amò invece immediatamente, anche grazie alle celeberrime arie “Recondita armonia”, “E lucean le stelle” e “Vissi d’arte”, brani che permisero a tutti i più grandi cantanti del ‘900 di raccogliere i maggiori trionfi: da Enrico Caruso a Franco Corelli, da Beniamino Gigli a Luciano Pavarotti, da Maria Callas a Mirella Freni, da Renata Tebaldi a Leontyne Price.