Esce il 25 novembre “Cut the Tongue”, il primo album prog di Julius Projet

Nato dalla mente del tastierista salentino Giuseppe Chiriatti, si tratta di un’opera di decisa matrice progressive. L’album è già disponibile in pre-order.

Un’opera che vede la luce dopo 40 anni e che Julius, avvocato, ma da sempre tastierista in varie formazioni locali, pubblica insieme a colleghi musicisti, dall’arrangiatore Paolo Dolfini, alla leggenda del prog mondiale Richard Sinclair, passando per l’ex Maxophone Marco Croci. Alla voce c’è la figlia Bianca Chiriatti

Uscirà mercoledì 25 novembre Cut the Tongue di Julius Project, concept-album d’esordio di decisa matrice progressive, composto dal tastierista leccese Giuseppe «Julius» Chiriatti. Album intenso, che racconta il percorso interiore del giovane Boy, ragazzo che si sente annebbiato perché la sua vita non ha senso: prima si chiude in se stesso, poi si affida a un «profeta» che gli decanta le meraviglie della ricchezza e l’importanza dell’apparenza, fino a quando, la notte di San Silvestro, non si rende conto che si tratta solo di false illusioni. All’alba, in una dimensione onirica, ascolta la voce di uno spirito guida che gli raccomanda di «tagliare la lingua» («Cut the tongue») ai falsi profeti. Dopo varie vicissitudini, affrontando le tempeste nel mare della vita, alla fine Boy troverà il significato della sua esistenza, accettando la solitudine come virtù.

Giuseppe Chiriatti

L’album è già disponibile in pre-order sui canali di GT Music Distribution, o inviando una mail a sales@jmdistribution.eu. Sarà acquistabile anche nei negozi di dischi e sugli store digitali.

La storia del progetto

La genesi del progetto è stata lunga e avvincente: tastierista e compositore classe ‘56, Julius vanta una lunghissima esperienza musicale e di palco, con numerose formazioni e una discreta fama nel suo Salento. Uno dei brani “cuore” dell’opera, Clouds, risale al giorno di Capodanno del 1978; buona parte degli altri sono stati concepiti nei tre anni successivi, tra cui l’ultimo, Desert Way, completato nel gennaio 1981.

Nelle intenzioni di Julius tutta la produzione era destinata ad essere eseguita dal suo gruppo dell’epoca, i Forum, i quali, avendo abbandonato nel 1976 il prog a favore del rock-jazz, ritennero questi brani poco interessanti e superati. Le canzoni sono quindi rimaste nel cassetto per ben 35 anni, fino al 2014, quando Bianca, figlia maggiore di Julius, giornalista musicale con la passione del canto, riascoltando per caso le demo dell’epoca si è accorta che non si trattava di brani «singoli», ma che raccontavano una storia e ha deciso di riportarne alla luce l’originale valore.

A quel punto l’opera è stata ascoltata dal tastierista milanese Paolo Dolfini, ex Jumbo, che entusiasticamente ha abbracciato il progetto, suonando le tastiere in diversi brani, curando gli arrangiamenti e dando il via alla realizzazione, consapevole che coordinare un progetto musicale interamente realizzato a distanza tra Lecce e Milano non sarebbe stato semplice.

I musicisti

Per le registrazioni sono stati coinvolti diversi musicisti: al Nord Paolo ha chiamato a collaborare innanzitutto una sezione ritmica composta dal figlio Filippo Dolfini alla batteria e da Marco Croci (ex Maxophone) al basso e alla voce, che hanno costruito l’ossatura su cui si è sviluppata tutta la costruzione del disco. La voce del protagonista è di Bianca, con il nome d’arte di Bianca Berry. In seguito si sono aggiunti gli straordinari contributi degli ex Jumbo Dario Guidotti (al flauto e alla voce) e Daniele Bianchini (chitarra), e del chitarrista Flavio Scansani.

Nel 2019 Julius ha composto l’ultimo brano, chiamato proprio Cut The Tongue, su liriche dell’epoca. E proprio in questo brano si è aggiunta la straordinaria collaborazione di Richard Sinclair (ex Caravan, Hatfield and the North, Camel e indiscusso protagonista della scena prog di Canterbury) che ha regalato un preziosissimo contributo cantato. Nel Salento, invece, hanno contribuito alla realizzazione Francesco Marra e Mario Manfreda alle chitarre, Egidio Presicce al sax e Martina Chiriatti, l’altra figlia di Giuseppe, alla voce.

Il mix & mastering sono stati completati nell’agosto del 2020 ai RecLab Studios di Buccinasco (Milano) grazie all’esperienza e all’estro di Larsen Premoli, anche lui catturato dal fascino di questo progetto e felice di “mettere la parola fine a un disco che ha iniziato a vedere la luce nel 1978”. La parte grafica e l’artwork della copertina è a cura di Alessandro Pozzi, l’immagine di copertina e le illustrazioni all’interno del booklet sono quadri realizzati appositamente per l’uscita del disco da Domenico Ragone, pittore materano.



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