La musica de “Lu risciu de lu mare” usata per un brano in onore dei latitanti di mafia. L’appello dei Sud Sound System

Sta facendo non poco discutere la scelta di utilizzare la melodia de Lu rusciu de lu mare come base per un brano intitolato “U latitanti”

Lu rusciu de lu mare è forse una delle canzoni più belle della tradizione popolare salentina. Una canzone struggente che narra dell’amore impossibile tra una nobildonna un’aristocratica, figlia di un reale spagnolo, e un soldato. Una storia che ha come sfondo un’epoca in cui nessuno poteva sottrarsi ai propri doveri, un canto malinconico conosciuto in tutto il mondo e diventato il simbolo del Salento. Per questo, sembra impossibile che la musica sia stata usata come melodia di un brano intitolato “U latitanti” di Teresa Merante, che racconta l’arresto di Rocco Castiglione nelle campagne di Roccabernarda. Il video, che vanta più di 3milioni di visualizzazioni, è pieno di commenti di salentini e non che hanno riconosciuto quelle note inconfondibili.

Chi ha pensato all’incipit di un altro brano di casa nostra le “radici ca tieni” ha segnalato l’accaduto ai Sud Sound Sytem  che hanno subito condiviso sui social la loro indignazione.  Una indignazione subito condivisa come dimostrano i commenti.

Il post dei SSS

«Abbiamo appreso con dolore e rammarico che esiste un brano intitolato ‘U latitanti’ di Teresa Merante che inneggia ai latitanti di mafia e che questo brano usa la melodia de “Lu rusciu de lu mare” una tra le più belle canzoni che la cultura salentina abbia espresso, ormai famosa in tutto il mondo e che in molti riteniamo essere l’inno del Salento. Noi Sud Sound System – si legge – con questo comunicato esprimiamo la nostra rabbia contro chi ha usato in modo indegno e incivile una delle melodie a cui siamo legati!L’amore per questo brano ci ispirò nel 2003 a scrivere “Radici ca tieni” il nostro inno contro ogni razzismo, una dichiarazione d’amore verso la nostra terra, il nostro dialetto, la nostra musica e verso le culture di tutti i popoli. Un vero gesto d’amore, in continuità con i sentimenti espressi da “lu rusciu dellu mare”, una canzone d’amore, di una relazione impossibile dai contorni amari, ma che riesce a cancellare ogni dolore proprio grazie all’amore, cioè cantandolo al mondo intero.».

L’appello ai salentini

«Anche se “Lu rusciu de lu mare” è una canzone popolare i cui diritti d’autore sono di pubblico dominio e pertanto utilizzabile da tutti – proseguono – rinnoviamo il nostro sdegno nell’averlo abusato per appoggiare la mafia, un’organizzazione che da 160 anni opera per distruggere la nostra terra mostrandola al mondo come teatro di crimini efferati e prostrandola all’arretratezza e alla corruzione. Il sacrificio di chi è morto per difendere la nostra terra non merita un insulto così miserabile per questo continueremo a dedicare “radici ca tieni” a Peppino Impastato, a Renata Fonte, a Falcone, Borsellino e alla loro scorta dove perì il nostro conterraneo Antonio Montinaro e tutti i figli di questa terra che hanno dato la vita per combattere le mafie.».

Il gruppo salentino chiude il lungo post con un appello perché «si uniscano contro questo brano che infanga la nostra cultura».

Anche la Fondazione della Notte della Taranta ha deciso di scendere in campo. «Con immediatezza incaricheremo un avvocato penalista al fine di presentare un esposto alla magistratura per accertare eventuali reati commessi e al tempo per esprimere la totale lontananza della nostra musica popolare da certe pratiche criminali».