Adriana Poli Bortone difende il filobus: ‘In altre città è strategico, a Lecce è snobbato’

Adriana Poli Bortone si toglie qualche sassolino dallo scarpa e difende la scelta del filobus, un mezzo eco-compatibile e dotato di tutti i confort che in tutta Italia sta ormai sostituendo i mezzi inquinanti

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L’acquisto dei nuovi bus diesel fa rispuntare nuovamente in città la polemica sul filobus. E Adriana Poli Bortone, l’ex sindaco che volle la filovia elettrica e che ora siede in consiglio comunale nei banchi dell’opposizione, non ci sta proprio a passare per ‘deturpatrice’ della città come è stata dipinta nell’ultimo decennio bensì vorrebbe che si parlasse dell’innovatività di quel mezzo che tra le altre cose sarebbe anche eco-compatibile.

E così prende carta e penna per punzecchiare l’amministrazione Salvemini sconsigliandola dall’intestardirsi nel puntare ancora sul diesel in ordine agli spostamenti pubblici sul suolo cittadino.

‘Evidentemente sfugge ancora che da circa 7 anni è in funzione un impianto di trasporto ecocompatibile, costituito dalla rete filoviaria, attorno al quale andrebbe ridisegnato l’intero servizio pubblico. Peraltro, giova ricordare che Lecce è l’unica città del Sud Italia dotata di un sistema totalmente elettrico dopo Napoli. Infatti gli impianti finanziati e realizzati a Bari ed Avellino non sono stati ancora messi in esercizio. Al filobus oggi, nel panorama del servizio di pubblico trasporto, è riconosciuto un ruolo strategico come veicolo ecologico utilizzato su linee di forza sia nelle medie che nelle grandi città. I veicoli filoviari sono dotati di tutte le caratteristiche di comfort come ad esempio il pianale ribassato, la climatizzazione, la silenziosità, l’assenza o quasi di vibrazioni, la postazione per i diversamente abili’.

Sembrano quasi essere la sua rivincita queste parole rispetto alle critiche che la lady di ferro si è dovuta sorbire negli anni in materia di costi dell’opera oltre che di impatto estetico. Perché, diciamocela tutta, quei fili e quei pali secondo tanti leccesi hanno deturpato gli spazi urbani, eccome…

Ma come quel vecchio adagio che dice ‘se bella vuoi parir un po’ devi soffrir’ così sembra anche che se per davvero si vuole avere il trasporto pubblico e soprattutto non inquinante, beh… allora bisogna essere disposti a rinunciare ad un po’ di estetica!

‘Se da un lato, in molte realtà stanno rinnovando il parco mezzi non solo svecchiandolo ma anche abbandonando la trazione diesel a favore del metano, dall’altro vi è anche chi si sta spostando verso una mobilità di natura elettrica. Mobilità elettrica che è già presente nella città di Lecce – continua Adriana Poli Bortone – . Si aggiunga poi che negli ultimi anni la tendenza è quella di avere veicoli in grado di potersi svincolare dalla linea aerea in caso di necessità, garantendo le stesse prestazioni di esercizio in modalità full electric, ovvero con l’utilizzo di batterie al posto del motogeneratore. Batterie che poi verranno gradualmente ricaricate una volta che il filobus avrà nuovamente l’alimentazione da linea aerea. Questa soluzione consente una programmazione diversa e più flessibile dell’esercizio, come ad esempio gestire interruzioni temporanee della viabilità per lavori stradali, o raggiungere zone dove può esserci un problema tecnico per la costruzione di una rete aerea.’

La strada del “full electric” è stata intrapresa anche a Milano, comune all’avanguardia nella mobilità urbana, dove sono stati già consegnati i primi dei 30 veicoli acquistati da Atm nell’ambito del piano di investimenti dedicato al rinnovo della flotta, ed entro la fine dell’anno sono previste nuove consegne a Modena, Parma e Rimini. Per non parlare di Bologna.

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Carlo Salvemini sul filobus

E a Lecce come la mettiamo? Smantelliamo quei pali come promette in campagna elettorale un sindaco sì e l’altro pure (salvo poi rendersi conto che non è possibile) o proviamo a fare funzionare questa cosa con la sua maledetta ragnatela?



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