Comune di Parabita, arriva la decisione della Corte d’Appello. Alfredo Cacciapaglia poteva candidarsi

La Corte ha rigettato il reclamo proposto dall’Avvocatura dello Stato e ribadito quanto stabilito dai giudici di primo grado. Soddisfazione dell’Avvocato Pietro Quinto legale dell’ex primo cittadino.

«Il Collegio – a meno di non voler aderire all’assunto, non conforme al dato normativo di riferimento, secondo cui in qualità di Sindaco il Cacciapaglia non poteva non sapere tutto ciò che accadeva sotto la sua gestione – non può che concludere nel senso della effettiva mancanza dei presupposti per la declaratoria di incandidabilità di Cacciapaglia Alfredo, condividendo la soluzione del Giudice di primo grado. Analogamente va detto per la posizione di Coi Biagio», è quanto sostenuto dai giudici della Corte di Appello di Lecce che con questa decisione hanno dato nuovamente ragione all’ex sindaco di Parabita Alfredo Cacciapaglia.

La storia amministrativa e giudiziaria del Comune salentino, quindi, con questa decisione dei giudici, si arricchisce di un nuovo capitolo, perché, dopo la sentenza del TAR Lazio di annullamento della proroga dello scioglimento del Consiglio  Comunale e della gestione Commissariale straordinaria che aveva impedito lo svolgimento delle elezioni amministrative nell’ottobre del 2018, alla vigilia del nuovo appuntamento elettorale del 26 maggio, è stata emessa la decisione della Corte d’Appello di Lecce sulla candidabilità dell’ex primo cittadino e dell’ex assessore Biagio Coi.

La Corte ha rigettato il reclamo proposto dall’Avvocatura dello Stato per conto del Ministero dell’Interno e della Presidenza del Consiglio avverso la decisione del Tribunale di Lecce che, pur dopo il provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale per il pericolo di infiltrazioni malavitose, aveva ritenuto esenti da responsabilità dirette e, dunque, candidabili, Alfredo Cacciapaglia, difeso dall’Avvocato Pietro Quinto e Biagio Coi, difeso dall’Avvocato Luciano Ancora.

Si era accertato in sede giudiziaria, e la Corte d’Appello di Lecce con un decreto di 16 pagine, a pochi giorni dallo svolgimento del (ritardato) turno elettorale del 26 maggio, lo ha ribadito, che al Sindaco Cacciapaglia ed all’Assessore Coi non poteva essere addebitata alcuna responsabilità commissiva e/o omissiva per le vicende che avevano dato luogo allo scioglimento dell’Amministrazione Comunale.

La sanzione della incandidabilità per gli ex Amministratori – hanno sostenuto i legali leccesi – secondo il dato normativo non è una conseguenza automatica dello scioglimento traumatico di un’Amministrazione, che ha presupposti di carattere generale e soprattutto precauzionale. L’interdizione per gli ex Amministratori, per la sua natura sanzionatoria, non è una conseguenza ipso iure, ma richiede un accertamento specifico di un rapporto di causa ed effetto. Come già accertato dal Tribunale e come ulteriormente approfondito e sottolineato dalla Corte d’Appello (Presidente Mele, Estensore Invitto) le contestazioni di fatti della vita amministrativa del Comune (come le vicende delle occupazioni delle case popolari, la gestione del servizio di nettezza urbana, i presunti benefici arrecati a famiglie contigue ad esponenti colpiti da vicende giudiziarie) non potevano essere addebitate in alcun modo a comportamenti riferibili al Sindaco Cacciapaglia ed all’Assessore Coi. Sicchè questi amministratori non potevano essere colpiti dalla interdizione della incandidabilità, che incide su diritti costituzionalmente protetti e che impone un accertamento rigoroso di personali responsabilità.

In proposito si legge nella sentenza: Commentando la decisione della Corte d’Appello, l’Avv. Pietro Quinto – che ha difeso l’ex Sindaco Cacciapaglia in tutte le vicende amministrative e giudiziarie – ha espresso la sua personale soddisfazione sia sul piano personale per il risultato conseguito che in termini di colleganza con l’Avv. Cacciapaglia. A tal proposito l’Avv. Quinto ha sottolineato come l’ex Sindaco Cacciapaglia, pur potendosi candidare nel turno naturale dell’ottobre 2018, e sia in quello prossimo del 26 maggio, ha rinunciato all’esercizio del suo diritto, già acclarato dal Tribunale di Lecce, per rispetto delle determinazioni della magistratura d’Appello. È infatti accaduto che, nella immediatezza del termine di presentazione delle candidature, l’Avvocatura dello Stato ha richiesto l’anticipazione dell’udienza di discussione dell’appello, già fissata per il prossimo mese di Giugno, che è stata quindi celebrata alla vigilia della data di presentazione delle liste. E tuttavia, pur potendo riproporre la propria candidatura che per legge può essere impedita solo da una sentenza definitiva di incandidabilità, l’Avv. Cacciapaglia ha rinunciato a guidare una sua propria lista, attendendo con serenità il giudizio della Corte d’Appello, che, come già detto, ha nuovamente riconosciuto l’integrità della posizione giuridica dell’ex Sindaco.