Salvemini saluta Palazzo Carafa, e sul futuro non si sbilancia: “ragionerò a mente fredda e cuore caldo”

Carlo Salvemini è pronto a lasciare Palazzo Carafa dopo le dimissioni e la sfiducia dei 17 consiglieri del Centrodestra. E su una sua possibile ricandidatura precisa: “ora voglio riflettere”

Per sapere se quello di Carlo Salvemini sarà un addio o soltanto un arrivederci c’è tempo. Non tantissimo, dato che è chiamato a decidere se scendere di nuovo in campo e presentarsi all’appuntamento fissato con le urne, come molti gli stanno chiedendo di fare a gran voce, per continuare quel “cambiamento” annunciato in campagna elettorale.

Dopo le dimissioni e la sfiducia dei 17 consiglieri di centrodestra, per l’ex primo cittadino è arrivato il momento di salutare Palazzo Carafa che ha guidato per poco più di un anno. Lo fa, lasciando un lungo sfogo sul suo profilo Facebook: «Domani libero la stanza nella quale ho avuto il privilegio e l’onore di servire Lecce, godendo ogni giorno di un affaccio bellissimo» scrive cercando di tracciare un bilancio di questi 18 mesi.

«Come ho più volte detto il sindaco non è l’alfa e l’omega di un’amministrazione: perché possa essere all’altezza delle aspettative della propria comunità ha bisogno del lavoro intelligente e appassionato di chi con lui condivide l’esperienza in giunta e consiglio; della collaborazione della struttura tecnico amministrativa; di cittadini motivati a rivendicare i propri diritti ma anche ad osservare i propri doveri», dice.

Non nasconde il rammarico per quanto accaduto, Salvemini (che nel post usa sempre il plurale, orgoglioso della squadra con cui ha condiviso questo percorso): «Siamo ovviamente dispiaciuti di non aver potuto governare per l’intero mandato quinquennale, ma siamo sereni perché sappiamo di aver dato tutto, di esserci impegnati al massimo, di esserci spesi ogni giorno per migliorare la città senza preoccuparci del nostro destino.

«A chi ci esorta ad andare avanti rispondo che indietro non si torna: una strada è tracciata e tantissimi intendono continuare e percorrerla» scrive, ma su quale sarà il suo ruolo non si sbilancia. Per l’ex Sindaco è giunto il momento di riflettere: «Non è annuncio di disimpegno o ritiro, ma una necessità per dare a ciascuno il tempo per capire cosa voler fare, come farlo, con chi. Per essere lucidi serve fare decantare l’emotività inevitabile del momento. E poi ragionare a mente fredda e cuore caldo. A testa alta e schiena dritta. Col sorriso».

«A presto» conclude Salvemini nel messaggio in cui ha voluto ringraziare anche i cittadini che in queste ore gli hanno riservato pensieri lusinghieri: «Non siamo stati eccezionali, non abbiamo cambiato la città. Siamo stati semplicemente noi stessi, per come ci avete conosciuti e poi votati e scelti: amministratori interessati a mettere l’interesse pubblico al centro della propria azione di governo, a riconoscere i cittadini tutti come titolari di diritti cui aprire le porte del comune, a fare sentire ciascuno dentro un patto di comunità».


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