Tap, il Partito Socialista chiede un tavolo: “Compensazioni per tutto il Salento”

A risollevare il caso sono state le dichiarazioni del sindaco di Lecce che ha rivendicato le compensazioni ambientali messe sul piatto per il capoluogo.

Se non è più il caso, forse, di ritornare sull’origine e lo sviluppo di quella che più governi hanno dichiarato “opera di importanza strategica”, non si può e non si dovrebbe ignorare la battaglia portata avanti dal Salento al momento dell’avvio dei lavori di realizzazione del gasdotto Tap, che dovrebbe collegarsi al metanodotto Snam. Un’opera ormai fatta e finita che, però, secondo il Partito Socialista Italiano, lascia il territorio con niente di tutto quello che all’inizio, perlomeno, si pensava. È per questo che hanno chiesto un Tavolo Salento sul tema, rivendicando “una reale opportunità di sviluppo” per il Salento.

A risollevare il caso sono state le dichiarazioni del Primo Cittadino di Lecce Carlo Salvemini che ha rivendicato la parte che spetta al Comune di Lecce per l’impatto che avrà sulla comunità locale il passaggio del “tubo” che collegherà Melendugno a Brindisi. Posizione che aveva esposto il Primo cittadino a forti critiche.

Secondo il PSI, le compensazioni ambientali, ad oggi destinate solamente ai comuni “toccati” direttamente dal gasdotto, spetterebbero invece a tutto il Salento poiché l’impatto ambientale è su tutto il territorio. Soldi, questi, che potrebbero essere reinvestiti a beneficio di tutto il territorio.

Sono tante le opere e le tematiche al centro dell’attenzione del PSI, da Cerano alle discariche abusive sparse, passando per la metanizzazione di tutto il patrimonio pubblico, l’ipotesi di bollette del gas più leggere per i salentini e l’eterna incompiuta SS 275 che collega Maglie a Santa Maria di Leuca. Sarebbero state le “radicalizzazioni” di alcuni a bloccare le battaglie a beneficio del Salento, secondo i socialisti, consegnando al territorio un gasdotto pronto ma nessun beneficio reale.



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