Coronavirus, Emiliano: “La Puglia non riuscirà a reggere se avrà i contagi della Lombardia”

Il picco dei contagi in Puglia è atteso per fine marzo/inizi aprile. Se le misure di contenimento dei contagi funzioneranno il sistema sanitario riuscirà a reggere.

La Puglia non è la Lombardia. Se nelle regioni del Nord il Coronavirus ha messo a dura prova in sistema sanitario locale, quelle del Sud sarebbero impreparate ad affrontare l’emergenza. Lo ha ammesso anche il Governatore Michele Emiliano, ospite su Radio24. «Se ci saranno le percentuali lombarde con 2500 contagi nelle terapie intensive, noi saremo fuori. Non riusciremo più a reggere», ha dichiarato.

Numeri alla mano, il Presidente ha fotografato la situazione del tacco dello stivale.  «Abbiamo a disposizione per il coronavirus attualmente 208 posti in terapia intensiva. Ciò significa – spiega – che su 2mila contagi, almeno mille avranno bisogno di una ospedalizzazione. Di questo migliaio, secondo anche l’esperienza lombarda, il 15% potrebbe aver bisogno di attività rianimatorie». E di fronte a questi dati bisogna non farsi trovare impreparati, se è vero –  come è stato dichiarato nelle scorse ore – che il picco di contagi è atteso tra fine marzo/inizi aprile. Il sistema, insomma, deve essere pronto a reggere.

Difficile prevedere il futuro, fare calcoli più o meno attendibili, immaginare scenari, contemplando quelli peggiori. Certo è che ci sono due variabili da considerare.  La fuga dalla Lombardia, quei pugliesi che si sono affrettati a tornare a casa. Certo, dal 29 febbraio sono stati compilati quasi 12mila moduli di auto-segnalazione online. Dall’8 marzo sono ‘rientrate’ 4651 persone, stando a quelle che hanno rispettato le procedure, ma quanti hanno scelto la via del silenzio?

«I focolai sono in giro e questa ovviamente è la cosa che ci preoccupa di più. Abbiamo un sistema sanitario più debole rispetto a quello dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Abbiamo, insomma, un timore particolare per quello che potrà succedere» ha dichiarato il magistrato.

D’altro canto, ci sono le misure più restrittive adottate in queste ore. «Se le misure funzioneranno riusciremo a tenere basso il picco massimo nell’unità di tempo, cioè non avremo 2mila contagiati contemporaneamente, ma di meno. Se riusciamo a tenere basso questo picco, il sistema sanitario potrà tenere, proprio perché lo abbiamo quasi totalmente dedicato all’emergenza del coronavirus, salvo l’oncologia e le urgenze. In questo, dobbiamo ammettere che il SSN italiano è formidabile, perché nel giro di pochissimi giorni siamo riusciti a mettere su una macchina impressionante».



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