Terremoto nel M5S, Luigi Di Maio annuncia le dimissioni da capo politico. “I nemici sono all’interno”

Non commenta apertamente le dimissioni da capo politico di Luigi di Maio, Barbara Lezzi, la rispolvera un video dei vecchi tempi con Dario Fo: “Non è nostalgia la mia”

Luigi Di Maio ha deciso di lasciare la guida del Movimento 5 Stelle. Lo ha anticipato ai ministri e viceministri pentastellati in un incontro, durato poco più di un’ora, a Palazzo Chigi.

L’annuncio formale delle sue dimissioni da capo politico è arrivato alle 17.00, quando la decisione anticipata ai suoi è stata ufficializzata al Tempio di Adriano, a Roma, durante la presentazione della pattuglia dei facilitatori regionali e in diretta su Facebook. «Ho delle cose importanti di cui parlarvi…» aveva scritto sui social.

Il discorso: “I peggiori nemici sono all’interno”

Chi si chiedeva se con le dimissioni di Di Maio fosse stato scritto l’ultimo capitolo del Movimento è stato ‘rassicurato’ dalle parole dell’ormai ex leader. C’è ancora tanto da scrivere ha chiarito Di Maio leggendo il discorso che ha cominciato a scrivere un mese fa, confermando quelle voci di corridoio che da tempo si rincorrevano.

«Il M5S è un progetto visionario che non era mai stato realizzato prima e che non ha eguali nel mondo: siamo arrivati al governo, abbiamo indicato un ottimo presidente del Consiglio e due bravissime squadre di ministri e sottosegretari. Nessuno ancora oggi sarebbe pronto a scommettere sul nostro futuro, siamo stati l’incubo degli analisti ma non è finita, è appena cominciata. Il progetto di crescita per i prossimi decenni continua».

Interrotto spesso dagli applausi, il Ministro degli esteri ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Parole, neanche tanto velate, che fanno capire il clima che si respirava all’interno. Di Maio ha parlato di approfittatori, nemici, traditori. «Quello che ci anima è il fuoco che abbiamo dentro. Abbiamo tanti nemici, quando si prova a cambiare le cose c’è sempre qualcuno che ti fa la guerra. Ma i peggiori nemici sono quelli al nostro interno che contraddicono i valori per i quali si è lottato insieme. Persone che lavorano solo per la propria visibilità», ha aggiunto. «Molti in questi mesi mi hanno accusato di esser stato troppo ingenuo. Non mi sento tale ma preferisco passare per ingenuo che essere considerato un imbroglione. E personalmente continuo a pensarlo nonostante i tanti tradimenti. C’è chi è stato nelle retrovie e, senza prendersi responsabilità, è uscito allo scoperto solo per pugnalare alle spalle». 

«Tanti mi hanno scritto non mollare. Ma io non mollerò mai il M5S, il Movimento è la mia famiglia» ha concluso.

Era nell’aria e Di Maio lo ha confermato. Era nell’aria dopo le batoste ottenute nelle tornate elettorali precedenti, i sondaggi ben lontani da quel 32,7% conquistato alle politiche del 4 marzo 2018 e i numerosi addii, tanti, troppi. Ma il ‘tempismo’ secondo alcuni è stato imperfetto. A pochi giorni dalle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria la scelta del Ministro degli Esteri che paga probabilmente il conto, salatissimo, della crisi del Movimento ha creato qualche malumore. Un “passo indietro preventivo” ha scritto su Twitter Mario Calabresi leggendo il dietrofront come un modo per evitare il processo che si sarebbe scatenato per l’ennesimo tonfo ottenuto alle urne.

Secondo lo statuto del Movimento, la reggenza tocca a Vito Crimi, in quanto membro più anziano del comitato di garanzia grillino.

Lezzi: “Nessuno può mollare, tutti dobbiamo progredire”

Inevitabile il commento della senatrice Barbara Lezzi che, apertamente, non dice nulla sulla scelta dell’ormai ex leader pentastellato, ma rispolvera un video con Dario Fo nel 2013.

«Ricordate la sua gioia, il suo ottimismo? No, non è affatto nostalgia la mia. È motivazione, determinazione. È volontà di innovare e rinvigorire il nostro Movimento insieme a tutti voi attivisti, eletti e simpatizzanti. Tutti noi, da Luigi all’attivista del più piccolo dei comuni, dobbiamo – ora più che mai –esserci» si legge sul post pubblicato sulla sua pagina Facebook.

«Non è tempo di bilanci, non è il tempo di attribuzioni di responsabilità. È il tempo del riconoscimento dei meriti che ci hanno fatto raggiungere alcuni dei nostri obiettivi. I Movimenti cambiano e si evolvono continuamente. Individuano obiettivi e si adeguano al loro perseguimento. Nessuno può mollare. Tutti dobbiamo progredire» ha concluso.



In questo articolo: